Difesa CBRN, a Rieti confronto nazionale tra Forze Armate, università e istituzioni

Si è conclusa con un forte richiamo alla collaborazione tra istituzioni, mondo accademico e industria, la due giorni dedicata al Seminario e al Workshop CBRN 2026, ospitata il 13 e 14 maggio presso la Scuola Interforze per la Difesa Nucleare Biologica e Chimica. Gli appuntamenti, organizzati nell’ambito dei compiti istituzionali della Scuola NBC, hanno confermato il crescente rilievo della difesa contro le minacce Chimiche, Biologiche, Radiologiche e Nucleari, in linea con i più recenti indirizzi della NATO e con una sempre più marcata integrazione civile-militare.

Ad aprire il seminario sono stati i saluti in videoconferenza del Antonello Vespaziani, Comandante per la Formazione, Specializzazione e Dottrina dell’Esercito, mentre i lavori sono stati coordinati dal Comandante della Scuola NBC, Giorgio Guariglia.

L’obiettivo dell’iniziativa è stato quello di creare un momento di confronto sia tecnico sia strategico tra tutti gli attori della comunità CBRN. Militari, rappresentanti delle istituzioni civili, università e partner industriali hanno condiviso esperienze, criticità e prospettive operative, evidenziando come la moderna difesa CBRN richieda una stretta sinergia tra comparto militare e sistema civile.

Nel corso della prima giornata, il focus si è concentrato sugli sviluppi dottrinali, sulle attività di intelligence e sulle nuove tecnologie applicate al settore, con particolare attenzione alla simulazione avanzata, all’intelligenza artificiale e alla realtà estesa, quest’ultima illustrata da Fondazione SAFE.

La seconda giornata, dedicata al workshop dal titolo “Il Sistema Paese nella Difesa CBRN”, ha ampliato il dibattito alla cooperazione nazionale affrontando temi strategici quali il ruolo dei Vigili del Fuoco nelle emergenze nazionali, l’applicazione della Direttiva Seveso, la collaborazione tra università e Difesa, la gestione delle minacce biologiche in ambito sanitario e il contributo dell’Ispettorato nazionale per la Sicurezza Nucleare e la radioprotezione.

Tra i relatori intervenuti figurano l’ingegner Francesco Notaro e l’ingegner Stefania Fiore del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, l’ingegner Francesco Geri, il professor Michele Nones, il professor Andrea Malizia, il dottor Daniele Lapa e il dottor Francesco Campanella.

Ampio spazio è stato dedicato anche al contributo delle aziende del settore, protagoniste di una vetrina tecnologica che ha messo in evidenza il ruolo cruciale dell’innovazione industriale nello sviluppo di strumenti e capacità operative sempre più efficaci.

Le giornate si sono concluse con una tavola rotonda alla quale hanno preso parte, oltre ai relatori già intervenuti, anche il dottor Giuseppe Bacis, la dottoressa Mariapina Gallo e il professor Francesco Giuseppe Garaci. Dal confronto finale è emerso un messaggio chiaro: la resilienza nazionale di fronte alle minacce CBRN passa necessariamente dalla capacità di “fare rete”, consolidando competenze e cooperazione attraverso esercitazioni e attività condivise.

Un percorso che, secondo quanto emerso durante il seminario, rappresenta oggi una delle sfide strategiche più importanti per la sicurezza del Paese.

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