L’ultimo saluto a Luciano Micaloni: Capradosso canta per lui, in tantissimi ai funerali

Foto: RietiLife ©

Capradosso si è fermata per salutare uno dei suoi volti più amati. Un addio carico di commozione, applausi, musica e lacrime quello tributato a Luciano Micaloni, storico capo reparto della Inalca e figura profondamente radicata nella vita sociale del territorio. Oltre 1500 persone hanno preso parte ai funerali, stringendosi attorno alla famiglia in una giornata che ha raccontato quanto Luciano fosse amato da tutti.

La chiesa e le strade del paese si sono riempite di amici, parenti, colleghi e compaesani arrivati per rendere omaggio a un uomo che per decenni è stato presenza costante nella comunità. Luciano Micaloni era conosciutissimo non solo per il suo lavoro, ma anche per il grande impegno nel mondo calcistico locale e soprattutto per il legame indissolubile con la Banda Musicale di Capradosso, della quale era uno dei pilastri storici. Per oltre cinquant’anni aveva suonato la tromba, accompagnando feste, processioni e momenti importanti della vita del paese.

E proprio la banda ha voluto salutarlo nel modo che lui avrebbe amato di più: con la musica. Durante il funerale sono risuonate le note della sua canzone preferita, “Se bruciasse la città” di Massimo Ranieri. Un momento toccante, con centinaia di persone che hanno cantato insieme quel brano diventato il simbolo dell’ultimo saluto a Luciano. All’uscita del feretro il cielo si è riempito di palloncini bianchi e fuochi d’artificio, mentre gli applausi hanno accompagnato il corteo tra le lacrime di un’intera comunità.

“Luciano era vita, era allegria”, hanno ripetuto in molti. Una frase semplice ma capace di racchiudere il ricordo di un uomo sempre disponibile, pronto a dare una mano e a condividere momenti di amicizia e aggregazione.

Tra i momenti più intensi della cerimonia anche il ricordo del sindaco di Petrella Salto, suo cugino e grande amico, che con parole cariche di affetto ha raccontato il lato umano di Luciano, il suo sorriso e il bene che sapeva trasmettere a chiunque gli stesse accanto.

Capradosso ha salutato così una delle sue anime più autentiche. E nel suono di quella tromba, nelle canzoni cantate a squarciagola e negli applausi della sua gente, resterà vivo il ricordo di Luciano Micaloni.

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