Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta di Consuelo D’Antonio, che racconta la vicenda del suo maialino vietnamita Bacon, vissuto con lei per oltre otto anni e diventato parte integrante della sua famiglia e del suo percorso di studi.
“Per oltre 8 anni ho vissuto con Bacon, un maialino vietnamita. Non era un animale ‘da cortile’, ma parte della mia famiglia”, scrive Consuelo, spiegando come l’animale fosse anche al centro della sua tesi universitaria sull’impiego degli animali in interventi assistiti.
La situazione cambia dopo alcune segnalazioni dei vicini e l’arrivo di un’ordinanza: “Mi impone di rendere il suo spazio ‘sanificabile’. Chiedo spiegazioni, alternative, una soluzione compatibile con il benessere dell’animale. La risposta è una sola: cemento”.
Una scelta che, secondo la sua ricostruzione, avrebbe avuto conseguenze pesanti: “Bacon viveva su un terreno naturale, viene costretto a una superficie fredda e innaturale. Da quel momento cambia: stress evidente, comportamento diverso. Poi si ammala. Un’infezione, favorita da un abbassamento delle difese immunitarie. E muore”.
Consuelo non nasconde il dolore e punta il dito contro il sistema: “Non posso accettare che chi dovrebbe tutelare il benessere animale imponga condizioni che lo compromettono. Ho chiesto aiuto prima, non sono stata ascoltata”.
Nel suo appello chiede che la vicenda venga chiarita: “Chiedo che questa storia venga raccontata, perché non succeda ad altri e perché qualcuno si assuma la responsabilità”.
Foto: RietiLife ©








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