Coronavirus, un’accorata lettera: “Dovrò lasciare casa a Roma ma come riprendo le mie cose?”

Ci scrive una lettrice raccontandoci le problematiche più nascoste che l’emergenza sanitaria può portare: “Salve, sono una ragazza residente nella provincia di Rieti. Prima dell’emergenza Covid-19 lavoravo a Roma nella bellissima via Veneto, mi alzavo alle 4 per andare a lavorare e poi, per comodità, ho affittato una camera più vicina al punto di lavoro, ora avendo perso il lavoro mentre aspetto la cassa integrazione mi ritrovo a non poter pagare l’affitto e tutte le altre spese che prima non avevo problemi”.

Nella lettera la ragazza precisa: “Ho dato la disdetta del contratto d’affitto e a fine mese devo lasciare la casa, ovviamente sgomberando le mie cose dalla stanza, attualmente sono tornata a Rieti, perché quando è stato fatto il blocco ero già da mia madre. Sono giorni che non ne vengo a capo mi sento rimbalzare da un dente all’altro tra Carabinieri, Vigili, Prefettura, Protezione civile. Ad ora ancora non mi fanno sapere nulla, addirittura mi sono sentita dire da un carabiniere di Tor Vergata di farmi prestare i soldi”.

Nella lettera la ragazza chiede infine: “Vorrei sapere se qualcuno può aiutarmi a capire come dovrei fare, se mi serve un permesso specifico per evitare il rischio della denuncia penale e della multa. Chiedo a voi se è normale tutto questo, e se tramite il vostro aiuto io possa riuscire a venirne a capo così da poter andare a recuperare le mie cose e poi tornare nella mia quarantena come cittadina. Grazie”.

Foto: RietiLife ©

Print Friendly, PDF & Email

1 Commento

  1. Provi ad incaricare un corriere, che è tra quei mestieri che non sono soggetti a blocco. Egli andrà a casa sua (a Roma) e preleverà tutti i suoi effetti personali (come da lista o da indicazione che potrà fornire loro, anche per agevolare il loro lavoro).
    Poi tutti i suoi effetti personali le verranno recapitati a casa.
    Può essere una soluzione perseguibile?