Le grandi tradizioni storiche e religiose di una comunità si mantengono vive non solo attraverso la solennità delle celebrazioni formali, ma soprattutto grazie alla passione spontanea che sanno trasmettere alle nuove generazioni. Un esempio luminoso di questo legame indissolubile con il territorio e le proprie radici arriva dal giovanissimo Gioele Giovannelli, un ragazzo di soli 13 anni, studente della scuola secondaria “A.M. Ricci” di Rieti.
Mosso da una profonda devozione e da un sincero attaccamento alle tradizioni reatine, Gioele ha voluto dedicare un sentito e personale omaggio a Sant’Antonio, componendo un’opera in vernacolo reatino intitolata proprio “Sant’Antoniu a Rieté”. Il testo, intriso di una sensibilità matura e filiale, ripercorre la forte vicinanza spirituale e fisica della città e dei suoi abitanti al Santo protettore.
Da circa due anni, Gioele fa parte attivamente della storica e venerabile Pia Unione di Sant’Antonio di Rieti, un’istituzione secolare che cura con amore e rigore il culto antoniano nel capoluogo sabino. Proprio all’interno di questo percorso di fede e partecipazione comunitaria è maturata l’idea di mettere nero su bianco l’affetto per il Santo attraverso l’uso del dialetto locale, la lingua del cuore e della memoria popolare.
“ Sant’Antoniu a Rieté
Rieté mea, vé sempre do vajo io,
me vesto a festa e tu sta accantu a mi.
Prima staeo ne la chiesa de S. Franciscu.
Dopu me so retroatu
co’ li fratelli, tutti icinu,
ne la basilica de S. Agostinu.
Tra campane, vie strette e
’n fiatu de ventu
te porto ’n core, Rieté mea,
’n ogni mumentu.
Gioele Giovannelli, Giugno 2026
I versi scritti da Gioele non sono rimasti nel cassetto: il giovane autore ha infatti deciso di condividere questo tributo con le massime autorità della comunità religiosa cittadina. Una prima copia dell’opera è stata donata ufficialmente alla Pia Unione di Sant’Antonio, come segno di gratitudine e appartenenza. Una seconda copia, altrettanto significativa, sarà consegnata nelle mani del Vescovo di Rieti, Sua Eccellenza Mons. Vito Piccinonna, a testimonianza del fervore religioso che continua a fiorire tra i banchi di scuola e nei cuori dei più giovani.
L’iniziativa di Gioele rappresenta quel ricambio generazionale così prezioso per la conservazione dell’identità culturale reatina. Vedere un ragazzo di tredici anni riscoprire il vernacolo per esprimere la propria fede e il proprio orgoglio cittadino è un messaggio di straordinaria vitalità e speranza per tutta la comunità di Rieti.








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