Dopo l’articolo pubblicato nei giorni scorsi sul servizio medico a Colli sul Velino (LEGGI), è arrivata in Redazione una nuova segnalazione da parte di una cittadina che denuncia disagi, lunghe attese e comportamenti ritenuti inadeguati nei confronti dei pazienti.
“Per una ricetta sono rimasta lì oltre due ore – racconta – mentre la dottoressa continuava a uscire fuori per parlare al telefono invece di svolgere il proprio lavoro. Inoltre diceva alle persone che sarebbe dovuta andare via prima dell’orario previsto”.
La segnalazione riferisce anche momenti di forte tensione all’interno dell’ambulatorio: “Quando qualcuno provava a chiedere spiegazioni, magari per piani terapeutici da rispettare, alzava la voce verso i pazienti, anche anziani, con modi isterici e senza alcun tatto. A una persona avrebbe persino sventolato dei fogli davanti al volto urlando”.
La cittadina parla di una situazione “non più tollerabile” e chiede “un intervento immediato per risolvere il problema”, aggiungendo di aver minacciato di chiamare i carabinieri davanti a quanto stava accadendo. Parole dure, che fotografano un clima di forte esasperazione. Perché la sanità territoriale, già fragile, diventa ancora più problematica quando al disagio organizzativo si somma la percezione di essere trattati con ostilità.








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