Amatrice non può sopravvivere senza gli amatriciani: la minoranza scrive al Ministro Musumeci e al Commissario Castelli

Il gruppo consiliare “Ricostruiamo Insieme” annuncia di aver inviato una lettera formale ai vertici delle istituzioni nazionali e regionali per denunciare la gestione, definita “insostenibile”, delle Soluzioni Abitative di Emergenza (S.A.E.) nel Comune di Amatrice. ?I consiglieri Rosaria Lunadei, Luigi Nardi e Piergiuseppe Monteforte si sono rivolti direttamente al Ministro per la Protezione Civile Nello Musumeci, al Capo Dipartimento Fabio Ciciliano, al Commissario Straordinario Guido Castelli e ai vertici della Regione Lazio per chiedere un intervento immediato che fermi l’emorragia demografica del territorio.
?Il cuore della protesta risiede nel forte contrasto tra una ricostruzione ancora incompiuta — ferma a circa il 30% degli edifici — e la decisione del Comune di procedere con gli sfratti dalle S.A.E. nei confronti di numerose famiglie. “È una scelta illogica e scollegata dalla realtà,” dichiarano i consiglieri. “A molte famiglie, incluse quelle con bambini piccoli, è stato intimato di liberare le case entro il 31 maggio, con l’unica concessione di arrivare a giugno per terminare l’anno scolastico. In un contesto di costi abitativi altissimi, le S.A.E. rimangono l’unica risorsa per garantire il diritto all’abitare”.
?Il gruppo “Ricostruiamo Insieme” punta il dito contro l’inerzia dell’Amministrazione Comunale: La Regione Lazio aveva previsto la possibilità di riassegnare le S.A.E. tramite canone, ma il Comune di Amatrice non ha mai recepito tali norme. Nonostante la minoranza avesse presentato un regolamento concreto, riconosciuto come valido dallo stesso Sindaco, la proposta è stata bocciata in Consiglio Comunale. Si preferisce lasciare strutture pubbliche inutilizzate al degrado piuttosto che impiegarle per sostenere la permanenza dei cittadini.
?Le conseguenze di queste politiche sono già visibili: fuga delle giovani coppie, chiusura delle attività commerciali e un drastico calo degli iscritti nelle scuole, dalle elementari alle superiori, che mette a rischio l’esistenza stessa degli istituti. ?”Mentre a livello nazionale si parla di ‘diritto a restare’ e di strategie per le aree interne, ad Amatrice si fa l’esatto opposto,” sottolineano i firmatari della lettera. Oltre all’emergenza abitativa, la minoranza lamenta l’assenza di misure economiche straordinarie, come la mancata riconferma della Zona Franca Urbana (ZFU).
?Nella missiva inviata alle autorità, il gruppo chiede:
  • Un intervento urgente per affrontare seriamente il problema abitativo.
  • La verifica della mancata applicazione delle linee guida regionali sulle SAE.
  • ?Lo stop immediato all’allontanamento delle famiglie dal territorio.
  • L’adozione di strumenti straordinari per favorire il ritorno dei cittadini.
“Dopo il terremoto, il rischio più grande oggi è lo svuotamento umano causato dall’abbandono istituzionale,” conclude la nota. “È tempo che le istituzioni passino dalle parole ai fatti. Amatrice non può morire per una scelta amministrativa”.
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