Si è svolta il 28 aprile l’informativa dell’USP di Rieti con le organizzazioni sindacali della scuola sulla definizione degli organici di diritto per l’anno scolastico 2026/2027. Un incontro dal quale emerge un quadro complessivamente stabile per la provincia, ma con una criticità destinata a far discutere: la situazione dell’Istituto Tecnico ed Economico di Borgorose.
Sul piano generale, i posti comuni restano invariati a 1.890, così distribuiti: infanzia 204, primaria 590, secondaria di primo grado 413 e secondo grado 683. Stabile anche il sostegno, che si attesta a 323 posti complessivi (infanzia 23, primaria 118, primo grado 77, secondo grado 105). In lieve flessione invece i posti di potenziamento, che passano da 155 a 150 (-5).
Un dato che viene letto come una sostanziale tenuta degli organici, nonostante le preoccupazioni legate al calo demografico e alle modifiche dei quadri orari negli istituti tecnici e professionali.
A destare maggiore attenzione è però la mancata autorizzazione della prima classe dell’Istituto Tecnico ed Economico di Borgorose, dove risultano attivate solo una classe quarta e una quinta. Una decisione che, secondo quanto evidenziato, rischia di avere effetti pesanti: la progressiva riduzione delle classi potrebbe infatti portare alla chiusura dell’unica scuola secondaria di secondo grado del territorio nell’arco di due anni.
Una prospettiva che si inserisce in un contesto già delicato, considerando il recente dimensionamento scolastico che ha interessato l’area e la cui legittimità è attualmente al vaglio del Consiglio di Stato.
Durante l’incontro, lo SNALS-Confsal ha chiesto l’attivazione della classe in deroga, richiesta però respinta dall’Ufficio Scolastico per vincoli numerici.
Il segretario provinciale Luciano Isceri sottolinea la necessità di intervenire per evitare un progressivo impoverimento dell’offerta formativa:
«È indispensabile fare ogni sforzo per garantire il rilancio dell’ITE di Borgorose e scongiurare un ulteriore spopolamento scolastico verso le province limitrofe».
Il sindacato richiama inoltre la normativa sulle classi in deroga, prevista dalla legge di bilancio 2022 (commi 344 e 345), che consente la formazione di classi con numeri ridotti in contesti caratterizzati da fragilità socioeconomica, dispersione scolastica o spopolamento.
Secondo lo SNALS, si tratta di uno strumento ancora attuale e necessario per garantire il diritto allo studio nelle aree più periferiche della provincia, evitando che le famiglie siano costrette a rivolgersi a istituti fuori territorio, come nel caso di Avezzano.
Il sindacato rivolge infine un appello al Comune di Borgorose e alla Provincia di Rieti, chiedendo chiarimenti sugli interventi già avviati e sulle azioni future per tutelare la continuità della scuola.
La partita ora si sposta sul piano istituzionale e politico, con un obiettivo chiaro: evitare che una scuola diventi, classe dopo classe, un’assenza definitiva sul territorio.








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