Roccantica, Casperia e Montasola: 30 giovani al lavoro tra sentieri, natura e storia con il progetto “Medioevo che rivive”

C’è un angolo di Appennino Centrale che non ha bisogno di effetti speciali per raccontarsi: basta camminarlo. Siamo tra Roccantica, Casperia e Montasola, nel cuore delle colline sabine sospese tra le province di Rieti, Terni e Roma. Qui la natura non fa da sfondo: è protagonista, insieme a borghi medievali e sentieri che tornano lentamente a vivere.

In questo contesto prende forma un’iniziativa che mette insieme giovani, territorio e recupero ambientale: due campi di volontariato co-finanziati dal PNRR che coinvolgeranno 30 ragazze e ragazzi in un’esperienza di due settimane dedicata alla cura e alla valorizzazione della rete sentieristica locale.

I partecipanti saranno ospitati in strutture del territorio come l’Ostello del Tempo Perso di Roccantica e il Rifugio Cognolo di Casperia, trasformando l’esperienza in una vera immersione nella vita dei borghi e delle montagne.

L’iniziativa rientra nel progetto “Medioevo che rivive”, che punta a coinvolgere le nuove generazioni nella riqualificazione del paesaggio montano e nella riscoperta del patrimonio storico e ambientale dell’area.

Non si tratta solo di volontariato, ma di un lavoro concreto sul territorio: mani giovani che intervengono su sentieri dimenticati, vecchi tracciati e percorsi naturalistici che tornano accessibili.

Durante le due settimane, i volontari saranno impegnati in attività pratiche e mirate. Tra queste:

  • la predisposizione di un sentiero di accesso alla Dolina carsica del Revotano, uno dei siti naturalistici più suggestivi della zona;
  • la marcatura e la segnaletica dei percorsi escursionistici intorno ai borghi di Montasola e Casperia;
  • la sistemazione e il recupero di tracciati in quota nell’area del Rifugio Cognolo, con l’obiettivo di rafforzare la rete escursionistica locale.

Un lavoro che non ha solo valore ambientale, ma anche turistico: rendere questi luoghi più accessibili significa renderli più vivi.

Oltre alla dimensione operativa, i campi rappresentano anche un’occasione di crescita personale. I partecipanti potranno acquisire competenze pratiche, vivere a contatto diretto con la natura e confrontarsi con un modello di tutela attiva del territorio.

Un’esperienza che unisce formazione e impegno, con uno sguardo rivolto al futuro ma radici ben piantate nella storia di questi luoghi.

I progetti sono co-finanziati all’interno del PNRR e si inseriscono in una strategia più ampia di valorizzazione delle aree interne, con l’obiettivo di trasformare il patrimonio naturale e culturale in una risorsa stabile anche dal punto di vista turistico.

L’iniziativa è realizzata da Associazione ALA APS in collaborazione con Lunaria APS e i Corpi Europei di Solidarietà.

In fondo, tra questi sentieri, non si sta solo recuperando un territorio. Si sta rimettendo in cammino un’idea semplice e potente: che il futuro, ogni tanto, passa dal passato.

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