European Consumers dopo la tragedia nel Velino: “Pericolosi i manufatti artificiali, non il fiume”

In merito alla recente, tragica scomparsa di un giovane nel fiume Velino a Rieti, European Consumers APS forte di una esperienza trentennale nella salvaguardia, studio e gestione della sicurezza fluviale e territoriale, desidera esprimere il più profondo e sentito cordoglio alla famiglia e agli amici per questo tragico lutto.

Nel rispetto della tragedia e di quanto le autorità competenti dovranno accertare in merito alle dinamiche dell’accaduto, riteniamo doveroso sottolineare come, in contesti di elevate temperature esterne, il rischio principale sia spesso legato a fattori fisici contingenti piuttosto che alla morfologia del fiume. Il Velino, infatti, presenta acque caratterizzate da una temperatura media costante di circa 11°C tutto l’anno; un repentino ingresso in acqua fredda, specialmente in giornate di grande calore o in condizioni di digestione in corso, può innescare una reazione fisiologica di idrocuzione o un malore, problematiche che possono purtroppo verificarsi in qualsiasi contesto acquatico. È dunque privo di fondamento tecnico ascrivere tale tragico evento alla pericolosità intrinseca di un fiume che, in questo periodo estivo, presenta condizioni di portata assolutamente tranquille e lineari.

Definire sui social, da parte di cittadini, giornalisti e politici, il fiume Velino un corso d’acqua “pericoloso” nel tratto urbano è tecnicamente errato. Il Velino è classificato, secondo i parametri standard di settore (Scala WW) utilizzati dalla Federazione Italiana Canoa Kayak e dai database di riferimento, come un 1° Grado.?Riportiamo di seguito la scala di riferimento tecnica, riconosciuta da enti nazionali e internazionali e utilizzata dai professionisti del settore, per classificare la difficoltà dei fiumi:I – facile: Fondo poco movimentato, che produce piccole onde regolari e sparse su tutta la superficie. Corrente leggera ed eventuali gorghi ben delimitati ed evitabili. Rapide larghe e non ingombre di ostacoli, quindi la traiettoria da seguire è lineare e ben evidente. Pendenza molto modesta.

?II – non difficile: Torrente con ostacoli facili da evitare, morte ampie e ben visibili, la linea di discesa da seguire è evidente anche se richiede qualche ampia manovra. La discesa provoca emozione e soddisfazione ma nessuna paura.

?III – moderatamente difficile: Torrente con successione di rapide moderatamente difficili intervallate da laghetti, onde e buchi che possono bloccare la discesa e far immergere anche completamente il kayak, ma senza trattenerlo. Rapide con ostacoli che richiedono manovre decise ed efficienti. Occorre saper effettuare senza incertezze l’ingresso in morta, l’appoggio a valle e l’eskimo, insomma è necessario avere una buona esperienza e disinvoltura su vere rapide.

?IV – difficile: Onde grandi ed irregolari, presenza di buchi da evitare o superare con forza e decisione al momento e nella direzione giusta. Rapide molto dure, da superare con buona e precisa tecnica di manovra. Morte esigue e movimentate, in cui non è facile arrestarsi. Nel IV grado nuotare diviene pericoloso, e difficilmente i compagni possono intervenire: quindi occorre essere padroni dell’eskimo in qualsiasi condizione. Ricognizione preventiva molto opportuna prima dei tratti di IV. Spesso le rapide non sono più dure che nel III, ma la loro lunghezza e continuità fa aumentare le difficoltà complessive.

?V – molto difficile, pericoloso: Buchi molto profondi che tendono a trattenere il kayak o il canoista cadutovi. Zone di morta ribollenti e inutilizzabili. Rapide ostacolate da grossi massi, con passaggi stretti, onde e correnti violente ed improvvise. Indispensabile tecnica sicura, prontezza e tempismo, allenamento e colpo d’occhio. Anche per un esperto, un tratto di V grado non è più un divertimento, ma una sfida difficile e pericolosa.

?VI – estremamente difficile: Rappresenta il limite di percorribilità. A questo punto non si tratta più solo di ottima tecnica, ma anche di coraggio e passione (eccessiva) per il rischio. Qualcuno, talvolta, riesce a fare qualche tratto di VI; ma in questi casi il minimo errore è fatale

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“Le uniche criticità oggettive sul tratto urbano del fiume Velino non sono legate alla morfologia naturale del fiume, bensì alla presenza di sbarramenti artificiali, come quello situato a valle di Ponte Giovanni XXIII, i quali rappresentano, come in tutta Italia, manufatti che richiedono massima prudenza e specifica segnaletica, indipendentemente dalla natura del corso d’acqua. Riteniamo doveroso evitare speculazioni e demonizzazioni. Il fiume Velino è una risorsa preziosa per Rieti, una ricchezza da vivere con consapevolezza. La sicurezza si fonda sulla preparazione e sul rispetto dell’ambiente, non su allarmismi che non trovano alcun riscontro nella realtà tecnica dei luoghi.”

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