(di Cristian Cocuccioni) Una mattina d’estate che sembrava uguale a tante altre si è trasformata in una tragedia, spezzando una giovanissima vita e lasciando un’intera città sotto shock. Lungo il corso del fiume Velino, nel tratto compreso tra ponte Cavallotti e ponte Romano, ha perso la vita il 15enne reatino Francesco D’Angeli, vittima di un drammatico incidente avvenuto in pochi, fatali, istanti. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, il ragazzo si trovava nella zona dell’ansa fluviale insieme a un’amica.
I due stavano trascorrendo qualche ora in riva al fiume, approfittando della giornata particolarmente calda. In un momento che avrebbe dovuto essere di spensieratezza, Francesco si sarebbe tuffato in acqua, forse per rinfrescarsi o per gioco. Ma il Velino, in quel tratto, non ha lasciato scampo. In pochi attimi la corrente si sarebbe rivelata più forte del previsto, trascinando via il giovane con violenza e rendendo impossibile qualsiasi tentativo di ritorno verso riva.
Francesco sarebbe stato spinto dalla forza dell’acqua fino alla zona dei resti del Ponte Romano, dove è rimasto incastrato tra le strutture sommerse. Resta ora da chiarire la dinamica esatta del decesso: non si esclude che il ragazzo possa aver accusato un malore prima di essere trascinato via oppure che abbia perso conoscenza durante la caduta in acqua, fino all’annegamento. L’allarme è scattato immediatamente. Sul posto si è attivata una complessa macchina dei soccorsi: Vigili del Fuoco, personale sanitario del 118 e Polizia hanno raggiunto l’area nel più breve tempo possibile, avviando le operazioni in un punto del fiume particolarmente difficile e pericoloso da raggiungere.
Le manovre di recupero si sono protratte a lungo, rese complesse dalla conformazione del letto fluviale e dalla forza residua della corrente. Attorno alla zona si sono radunate diverse persone, tra cui anche chi avrebbe assistito alla scena, in particolare l’amica che era con lui, rimasta sotto choc e incapace di realizzare immediatamente quanto accaduto. Con il passare dei minuti è emersa tutta la gravità della situazione.
La notizia si è rapidamente diffusa, raggiungendo i familiari del ragazzo, accorsi sul posto in un clima di disperazione e incredulità. Scene strazianti, con parenti e conoscenti sopraffatti dal dolore per una perdita improvvisa e inspiegabile. Francesco D’Angeli frequentava il primo anno di socio-economico e si stava godendo l’estate come ogni ragazzo della sua età. Il Velino, ancora una volta, si conferma un corso d’acqua tanto suggestivo quanto insidioso in quel tratto cittadino, già teatro in passato di episodi drammatici. Una pericolosità spesso sottovalutata che, in pochi istanti, può trasformare un momento di svago in una tragedia senza ritorno. Le autorità competenti stanno ora ricostruendo con precisione ogni fase dell’accaduto per chiarire definitivamente la dinamica.








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