La ricostruzione post sisma 2016 accelera e diventa un modello nazionale per le aree interne. È quanto emerge dal Rapporto presentato a Palazzo Chigi dal Commissario straordinario Guido Castelli, che fotografa un sistema ormai a regime tra emergenza superata e rilancio economico.
Nel cratere che coinvolge 138 comuni tra Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, la ricostruzione privata ha superato gli 8 miliardi di euro liquidati e quasi 15mila cantieri conclusi, mentre quella pubblica vale oltre 4,8 miliardi con 3.667 interventi programmati. In netto calo l’emergenza abitativa, con meno di 9mila nuclei ancora assistiti.
Sul fronte dello sviluppo, il programma Next Appennino integra fondi PNRR e coesione con oltre 1,7 miliardi di investimenti. Il bilancio atteso indica una crescita del PIL fino a 3,8 miliardi e oltre 15mila nuovi posti di lavoro.
Per il vicepresidente della Commissione europea Raffaele Fitto, il modello del cratere è un esempio di integrazione tra risorse e livelli istituzionali. Castelli parla di “diritto a restare” come nuova strategia per le aree interne: non solo ricostruire, ma rendere possibile il futuro nei territori colpiti.








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