Inaugurazione della nuova Piazza del Suffragio “Tre Acque, una Pietra”

Inaugurazione della nuova Piazza del Suffragio “Tre Acque, una Pietra”

 

Il prossimo 26 giugno verrà inaugurata la nuova Piazza del Suffragio, al termine del progetto di architettura del paesaggio e rigenerazione urbana “Tre Acque, una Pietra”. Un intervento che trasforma un’area storicamente stratificata della città in uno spazio pubblico rinnovato, dove memoria storica, sostenibilità ambientale e qualità urbana contemporanea trovano una sintesi organica.

 

Il concept del progetto

 

Il progetto si fonda sull’intreccio simbolico di tre diversi “corsi d’acqua” temporali che convergono in un unico sistema paesaggistico. Il tutto è tenuto insieme dal travertino cavernoso, materiale originario del sito, e da una nuova infrastruttura verde pensata con finalità ecologiche e climatiche.

 

Al centro della piazza si sviluppa una fontana contemporanea ispirata alla Meta Sudans romana. Due grandi monoliti in travertino cavernoso diventano elementi scultorei: l’acqua fuoriesce dalla sommità del primo con un getto controllato e scorre lungo le superfici porose in un velo laminare, generando riflessi, suoni ovattati e un naturale effetto di raffrescamento.

 

L’impianto idrico dialoga con l’antica fontana ottocentesca, restaurata e reintegrata nel sistema, e con la memoria del Cantaro, il corso d’acqua storico della città. Quest’ultimo viene evocato attraverso lievi depressioni del terreno, zampilli puntuali, superfici drenanti e giochi di luce che guidano il visitatore lungo una narrazione dell’acqua che attraversa i secoli. I tre flussi — antico, ottocentesco e contemporaneo — costruiscono così un racconto continuo, percepibile visivamente e acusticamente.

 

La pietra come memoria e struttura

 

Le mura medievali in travertino cavernoso costituiscono lo sfondo architettonico principale e l’elemento ordinatore dell’intervento. Su di esse si leggono ancora le tracce dell’antica porta cittadina e delle due chiese scomparse: la Chiesa di San Lorenzo, risalente all’anno Mille e distrutta nel Seicento, e la Chiesa di Santa Maria del Suffragio, edificata nel XVII secolo e demolita nel 1960.

 

Queste presenze vengono reinterpretate attraverso il disegno del suolo e la restituzione delle impronte planimetriche, che emergono come segni discreti ma leggibili nel nuovo spazio pubblico.

 

Il progetto interviene anche sulle “ferite” aperte nel 1960 con la realizzazione dei fornici per il traffico veicolare, attraverso un’operazione di cucitura materica: grandi blocchi di travertino selezionato vengono inseriti nei vuoti strutturali per ricomporre parzialmente il volume murario, in un equilibrio tra memoria e contemporaneità.

 

Verde e mitigazione climatica

 

Un ruolo centrale è affidato alla componente vegetale. Sono state selezionate essenze autoctone ad alta capacità di assorbimento degli inquinanti e di mitigazione delle isole di calore, disposte a formare una vera e propria “cattedrale verde”.

 

La vegetazione contribuisce a migliorare il comfort microclimatico, ridurre le temperature, filtrare polveri sottili e gas inquinanti e garantire un maggiore benessere urbano. Le superfici a verde sono progettate con substrati drenanti per favorire l’infiltrazione naturale delle acque meteoriche.

 

Materiali e obiettivi

 

Il progetto adotta un linguaggio materico essenziale: travertino cavernoso, acqua, terra e verde autoctono. I percorsi sono realizzati con lastre tattili per garantire accessibilità e continuità con le pavimentazioni storiche.

 

Gli obiettivi principali dell’intervento sono:

 

– Restituire dignità e leggibilità alle stratificazioni storiche;

– Migliorare il microclima urbano e la qualità ambientale;

– Realizzare un’infrastruttura paesaggistica resiliente ai cambiamenti climatici;

– Offrire alla città uno spazio pubblico contemporaneo in cui memoria, natura e architettura dell’acqua convivano in equilibrio.

 

“Tre Acque, una Pietra” si configura così come un esempio di rigenerazione urbana capace di coniugare tutela del patrimonio, innovazione progettuale e attenzione ambientale, trasformando un’area di confine in un nuovo luogo di relazione tra passato e futuro.

 

L’appuntamento per l’inaugurazione è fissato per il 26 giugno: un momento significativo per la città, che si riappropria di uno spazio pubblico profondamente rinnovato e ricco di significati.

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