Una lunga e articolata lettera è stata inviata in redazione da un lettore di Cantalice che, con toni fortemente critici, denuncia una serie di interventi urbanistici realizzati nel corso degli anni nel borgo reatino. Il documento, intitolato “Cantalice, paese degli scempi”, ripercorre alcune opere che, secondo l’autore, avrebbero compromesso l’identità storica e paesaggistica del paese.
Nel testo vengono ricordati diversi interventi edilizi realizzati dagli anni Settanta in poi, a partire dal cosiddetto “Miralago” o “Palazzaccio”, fino ad arrivare a strutture sportive e opere pubbliche considerate dal lettore poco armonizzate con il contesto urbano. Particolare attenzione viene riservata ai lavori di riqualificazione del centro storico finanziati con fondi del Pnrr, con critiche rivolte alla sostituzione delle antiche scale in pietra locale e alla modifica di elementi architettonici ritenuti caratteristici del borgo.
La parte più dura della lettera riguarda però la nuova struttura in corso di realizzazione in piazza della Repubblica. L’autore definisce l’opera un ulteriore “scempio”, sostenendo che la costruzione, composta da elementi in ferro e lamiere, rappresenterebbe una rottura con il contesto storico del paese. Vengono inoltre sollevate preoccupazioni sul luogo scelto per l’intervento, che sorgerebbe in prossimità del Fosso del Vallone, area che il lettore considera particolarmente delicata dal punto di vista idrogeologico.
Nella missiva si ricordano anche le richieste avanzate in passato da alcuni cittadini per la messa in sicurezza del fosso e la pulizia delle briglie a monte, evidenziando la necessità di intervenire prioritariamente sulla prevenzione del rischio.
La lettera si conclude con una dura critica alle scelte amministrative degli ultimi decenni e con un appello alla tutela del patrimonio storico e paesaggistico di Cantalice. Una presa di posizione destinata ad alimentare il dibattito cittadino sulle trasformazioni urbanistiche che stanno interessando il borgo.
LA LETTERA
Non sembra vero, ma è proprio così. Si cominciò a costruirli negli anni 70 nel comprensorio del Monte Terminillo, e precisamente all’interno del quarto tornante, dove tutt’ora sorge lo scheletro del mai completato residence denominato Miralago o Palazzaccio per la bellissima vista mozzafiato verso la Valle Santa reatina. Proprietà di un noto costruttore di Cantalice.
Negli anni 80, un altro scempio venne costruito nella parte inferiore del paese, il bocciodromo, poi il centro socio culturale e infine la palestra delle scuole primarie e secondarie, struttura in legno ricoperta con materiale in PVC di colore bianco e verde, visibile dai paesi limitrofi come un pugno nell’occhio.
Nel 2023 con i soldi del PNRR, finanziati dall’U.E. e di cui una parte dovremmo restituirglieli con tanto di interessi, la vecchia Amministrazione, ha pensato bene di riqualificare il centro storico.
Così non è stato, in quanto sono state tolte le antiche scale di pietra locale che non si sa dove siano finite, sostituendole con gradini in pietra bianchi provenienti da Trani e con sanpietrini provenienti dal Vietnam.
Originariamente le scale erano arrotondate e avevano un’altezza di 12 centimetri, mentre ora si varia da un’altezza compresa tra i 20 e i 24 centimetri, e con una base di appoggio del piede che varia dai 30 ai 55 centimetri risultando molto pericolosi per chi scende per chi sale.
La vecchia scalinata che divide a metà il borgo antico dalla parte bassa fino alla parte alta del castello, non era solo un percorso pedonale, ma un elemento che contribuiva al fascino e alla sua storia.
In questi giorni, si stanno ultimando i lavori nella parte inferiore del paese e precisamente, si sta mettendo la ciliegina sulla torta, anzi sulla piazza della Repubblica, unica piazza a disposizione che avevano i cittadini di Cantalice, dove ci si incontrava, si discuteva, e si prendeva un caffè o un gelato al bar.
Si sta realizzando l’ultimo scempio, voluto dalla vecchia Amministrazione (senza il consenso dei cittadini) e della politica scellerata della benemerita lista “Vanga e Stella”, che ha governato il paese per oltre 60 anni.
È al centro di polemiche una nuova struttura in ferro ricoperta da lamiere luccicanti e ondeggianti e da una vasca in ferro che funge forse da fontana, ma di una bruttura illimitata e offensiva per i cittadini e per il paese.
È stata ribattezzata da molti la “piazza delle baracche” che serviranno forse per il ricovero di pecore o mucche e una fontana che servirà per abbeverarle.
Voglio ricordare infine a chi non lo sapesse, e a chi se n’è dimenticato, che tale struttura in fase di realizzazione è posta sopra al Fosso del Vallone, zona ritenuta a rischio dalle Autorità preposte il più grande pericolo incombente nella provincia di Rieti.
Il rischio è quello a causa di un eventuale aumento del flusso delle acque provenienti dalla montagna e che attraversa via Cintia, piazza della Repubblica e via Garibaldi e che possa riaprire la piazza stessa che fu tombata circa 40 anni fa e fu anche mutilata di una parte laterale del ponte.
Due anni fa, ci fu da parte dei cittadini una petizione per mettere in sicurezza il fosso e ripulire le briglie a monte. E che dire: Viva l’intelligenza artificiale.
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