(cr.co.) Un gesto di prontezza, lucidità e umanità ha evitato una tragedia la sera del 12 giugno in un locale di Rieti. Protagonista Alessandro Corradetti, tecnico di radiologia in servizio al Pronto Soccorso dell’ospedale “San Camillo De Lellis”, che si è trovato a intervenire in una situazione di estremo pericolo salvando la vita a una bambina di 8 anni.
Erano circa le 22.30 quando, all’interno di una trattoria della città, la piccola Giulia stava consumando il pasto insieme alla madre. Durante la cena, la bambina ha accidentalmente ingerito un boccone di pasta non adeguatamente masticato, andando in soffocamento.
In pochi istanti la situazione è precipitata: la piccola, in evidente difficoltà respiratoria e presa dal panico, si è alzata in piedi portandosi le mani alla gola e poi si è gettata sul tavolo davanti alla madre, che ha immediatamente capito la gravità della situazione.
È a quel punto che è intervenuto Corradetti, presente nel locale. Senza esitazione ha preso in mano la situazione, mettendo in atto la manovra di disostruzione delle vie aeree, la cosiddetta manovra di Heimlich. Dopo diversi tentativi, inizialmente senza esito e con la bambina ormai cianotica, il tecnico non si è arreso e ha ripetuto le manovre con decisione fino a quando il corpo estraneo è stato espulso. La piccola Giulia ha così ripreso a respirare.
Pochi minuti dopo è arrivato sul posto il personale del 112, allertato da alcuni presenti. La bambina è stata poi valutata dal medico dell’ambulanza, che ha escluso conseguenze fisiche dovute all’episodio.
Grande commozione tra i presenti nel locale, che si sono stretti attorno al soccorritore complimentandosi per il gesto. Corradetti, visibilmente emozionato, è rimasto sul posto fino all’arrivo dei soccorsi e alla completa messa in sicurezza della bambina.
“Un episodio che ha commosso tutti e che mette in luce il valore della professionalità e della prontezza di chi, anche fuori dal proprio turno di lavoro, sa trasformarsi in un vero e proprio salvatore di vite. Un intervento che ha fatto la differenza tra la vita e la morte, restituendo serenità a una famiglia e dimostrando ancora una volta il valore degli operatori sanitari” ha raccontato una testimone a RietiLife.








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