C’è un filo che unisce il servizio pubblico, l’esperienza internazionale e la scrittura: è quello che ha portato Enrico Aragona a pubblicare il suo primo libro di narrativa, frutto diretto degli anni trascorsi in Giordania per incarichi legati al Ministero dell’Interno. DOVE TROVARE IL LIBRO
Un percorso professionale tutt’altro che ordinario: dopo l’esperienza come comandante della Polizia Locale a Rieti, Aragona ha operato anche in ambito internazionale, tra cui un lungo periodo a Venezia nei reparti della Polizia di Stato e, soprattutto, un incarico in Giordania che si è rivelato decisivo non solo sul piano professionale, ma anche umano e culturale. Da quell’esperienza nasce un racconto che va oltre il semplice resoconto di viaggio.
Il libro – presentato come un’opera narrativa e non come guida turistica né come memoir – propone uno sguardo interno sulla Giordania contemporanea, lontano dai circuiti più battuti del turismo tradizionale. L’idea centrale è chiara: la Giordania non è un luogo da “consumare” in pochi giorni, ma un Paese da attraversare e comprendere. Tra le pagine vengono evocati i grandi simboli del Paese, da Petra al Wadi Rum, dal Mar Morto ad Amman, fino alla Strada dei Re e ai siti biblici. Ma il cuore del racconto non sono soltanto i luoghi: sono le persone, le abitudini quotidiane, l’ospitalità, i silenzi del deserto e le contraddizioni di una realtà spesso raccontata solo attraverso stereotipi geopolitici.
Itinerari, consigli pratici e riflessioni si intrecciano a una narrazione che punta a offrire una lettura più profonda del viaggio: non come semplice spostamento, ma come esperienza di conoscenza. «La Giordania non si comprende soltanto visitandola – è il messaggio che attraversa il volume – si comprende ascoltandola».
Il risultato è un testo che si rivolge a un pubblico ampio: da chi sta programmando un viaggio nel Paese mediorientale, agli appassionati di travel writing, fino a chi cerca uno sguardo meno superficiale sul Medio Oriente. In un tempo in cui i viaggi rischiano spesso di ridursi a immagini veloci e consumabili, il libro di Aragona prova a invertire la rotta: rallentare, osservare, ascoltare. E, soprattutto, restituire complessità a un Paese che continua a parlare anche quando il viaggio è finito.








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