Tra comunicati stampa, dichiarazioni, smentite social e reprimende la politica locale comincia a entrare in fibrillazione in vista delle elezioni amministrative del 2027.
A un anno dal voto l’unico candidato sindaco che si è palesato agli elettori reatini è Claudio Valentini ex esponente di Fratelli d’Italia e amministratore di lungo corso pronto ad accogliere tutti coloro che vogliono rompere con il passato.
Proprio la fuoriuscita dal partito e la scelta di collocarsi all’opposizione dando vita alla Federazione civica ha avuto l’effetto di destabilizzare la coalizione già alle prese con malumori interni.
In particolare Forza Italia che in questi ultimi mesi ha visto perdere alcuni pezzi importanti. Dopo l’addio del coordinatore provinciale Emanuele Fagiani (sfiduciato dai dirigenti del partito e ora nell’orbita di Valentini) è toccato anche a Marzio Leoncini, ex assessore e co-fondatore di Forza Italia di Rieti, alzare la voce.
E’ bastata una conferenza stampa di ambito calcistico e alcune interviste che mettevano in discussione la linea del partito un po’ troppo – a suo dire – schiacciata su Fratelli d’Italia per scatenare la reazione del deputato e portavoce nazionale di Forza Italia nonché commissario provinciale, Raffaele Nevi, che ha voluto fare chiarezza sul ruolo del partito ribadendo “fedeltà alla maggioranza fino alla scadenza del mandato elettorale” e ricondotto le parole di Leoncini a “pensieri e considerazioni personali”.
Un attacco, quello dell’ex assessore, ultimo atto di un percorso tormentato, segnato da frizioni e distinguo rispetto alla linea ufficiale del partito. L’obiettivo di Leoncini è quello di smarcarsi dal ruolo subalterno alla destra e riposizionarsi al centro. Da qui la volontà di ritornare alla politica attiva con tanto di candidatura a sindaco. Come e quando potrà concretizzarsi il suo nuovo progetto “civico” non è ancora dato sapere, resta l’intenzione in attesa, però, di ulteriori valutazioni.
Resta poi da sciogliere il nodo sulla ricandidatura (tutt’altro che naturale) del sindaco uscente Daniele Sinibaldi. Per Fratelli d’Italia appare scontata anche se i partiti della coalizione a cominciare dalla Lega e in parte Forza Italia ci vanno decisamente più cauti. Per ora il partito di Giorgia Meloni tira dritto forte della sua maggioranza relativa che inevitabilmente vorrà far valere in fase di confronto e di scelte.
E così giocando d’anticipo rispetto agli alleati, ha iniziato la sua campagna elettorale con una serie di incontri tematici. Nessuna anticipazione di quello che sarà il programma elettorale futuro ma una sorta di “spiegone” su quello che è stato fatto negli ultimi anni per rilanciare la città. Ovviamente al netto dei tanti problemi, disagi ed errori commessi.
In questo panorama politico in continua evoluzione resta difficile fare previsioni a lungo termine nel centrodestra. Tant’è che dal “pronto a ricandidarmi a sindaco” di poco più di un anno fa, Sinibaldi è passato in questi giorni a un decisamente più cauto “vorrei proseguire”. Quasi avvertendo sempre più forte il “rumore dei nemici”.
E così in attesa di conoscere quali saranno le mosse della Lega (con l’assessore Oreste De Santis sempre pronto a creare una lista in contrapposizione a Sinibaldi) e soprattutto quelle di Futuro Nazionale del generale Vannacci affidato a livello locale a Felice Costini che potrebbe spostare gli equilibri all’interno della coalizione, resta anche da capire il ruolo che avranno le liste civiche non espressione diretta della maggioranza che si stanno formando dando vita in alcuni casi ad alleanze inattese.
Nello stesso tempo sia Fratelli d’Italia (come spiegato dal consigliere regionale Nicolai ospite del programma la Rana nel pozzo intervistato dal direttore Emiliano Grillotti) che Forza Italia stanno provando a ricucire gli strappi per ricompattare la coalizione: una impresa forse possibile ma solo con la mancata candidatura di Sinibaldi.
Alle fibrillazioni del centrodestra fa da contraltare una apparente calma nel centrosinistra. Sulla scelta del proprio candidato, l’unico nominativo trapelato è quello di Carlo Ubertini, già assessore della Giunta Petrangeli e candidato sindaco nel 2022. Notizia per altro anticipata da RietiLife e mai smentita dalla coalizione.
Ubertini (che potrebbe valutare eventualmente la sua discesa in campo se formalmente richiesta) però, sarebbe al momento sostenuto solo da una parte del Pd. Le altre forze politiche invece propenderebbero su personalità non espressione diretta dei partiti mentre l’ex sindaco Petrangeli, che oltre a dialogare con Valentini, preferirebbe che il candidato sindaco si decidesse attraverso le primarie.
Da valutare anche qui il peso specifico del Progetto Civico Italia di Alessandro Onorato che pur facente parte dell’area progressista continua a guardarsi attorno. La scelta dell’aspirante sindaco della coalizione del centrosinistra in ogni caso verrà ufficializzata subito dopo l’estate.
Per il momento il centrodestra commenta positivamente i risultati dell’ultima tornata elettorale amministrativa di maggio in sette Comuni che lo ha visto maggioritario tra gli amministratori locali eletti. Soprattutto a Fara in Sabina con la schiacciante vittoria del sindaco leghista uscente, Roberta Cuneo, sul candidato del centrosinistra, in quota Pd, Alessandro Spaziani. Una sorta di “avviso ai naviganti” sul ruolo che potrebbe esercitare la Lega anche sulla tornata elettorale nel capoluogo reatino.
Ad oggi, come abbiamo visto, in attesa di conferme ufficiali, gli unici candidati sindaci di cui si parla appartengono al centrodestra a conferma della mancanza di quella unità che in passato ha sempre contraddistinto in maniera vincente la coalizione.
Candidature che per il momento – in assenza di programmi elettorali sui quali confrontarsi – appaiono più frutto di rivalse non solo politiche ma anche personali nei confronti del sindaco uscente.
Se fosse così sarebbe davvero un grave errore: per rilanciare Rieti non occorre solo affermare “io sono più bravo di te” ma avere idee, programmi fattibili e soprattutto una visione della città che sarà.








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