L’Ombelico d’Italia centro del mutamento: “ristorarte” debutta a Rieti con l’arte di Monica Casalino

Dal 29 al 31 maggio 2026, il centro storico di Rieti accoglie “ristorarte”, iniziativa patrocinata dal Comune stesso e dalla Regione Puglia. Nel luogo emblematico dell’Umbilicus, cuore simbolico d’Italia, presso la piazza di San Rufo a Rieti, il nuovo format espositivo che esplora il confine tra arte e materia alimentare sceglie di inaugurare la sua I edizione con Nutazioni. Un corpus tra opere e performance nato nella dimensione gliforeal di Monica Casalino, artista già apprezzata in prestigiose sedi tra Puglia, Roma e Los Angeles.
L’evento, promosso e organizzato dal collettivo curatoriale BE. Butterfly Effect, è ospitato dall’hub nazionale 100XCentro di Rieti, luogo che sostiene la diffusione culturale e accoglie progetti capaci di generare connessioni e nuove visioni. L’iniziativa propone una riflessione
profonda sulla preziosità di risorse identitarie del nostro patrimonio, quali l’Arte e il Cibo, e al contempo sulla loro precaria r-esistenza. Il format di “ristorarte” nasce così con una doppia missione: da un lato, stimolare il pubblico a riscoprire il valore intrinseco delle cose e la bellezza del “qui e ora”; dall’altro, sfidare gli artisti a confrontarsi con un’arte viva, destinata a evolversi e dissolversi. Un progetto che amplia la percezione convenzionale dell’arte, invitando il pubblico a un viaggio tra visioni, suoni, percezioni e sapori, dove il fugace e l’effimero diventano linguaggio espressivo.
In questo contesto nasce la I edizione del format. Il collettivo BE. Butterfly Effect, come spiegano i fondatori, getta le sue radici nell’idea che “ogni giorno, nel quotidiano, una piccola azione di bellezza può generare un grande cambiamento. BE è un invito a essere quell’azione, quel cambiamento”. Scegliere la ricerca di Monica Casalino per inaugurare “ristorarte” è stato quindi un naturale processo di riconoscimento, laddove la dimensione gliforeal ha nel mutamento il fulcro della sua azione e generazione. Il percorso spaziale ha inizio con l’installazione “Nutazioni”, tra materia minerale e organica, che sorge dal travertino di Tivoli, pietra del territorio generatrice, in un dialogo profondo tra natura, identità e creazione. Un accadimento percettivo in cui l’ingrediente alchemico invita a una ritualità condivisa che, come spiega Monica, “è un’architettura in tre atti o movimenti, un trittico spazio temporale, in cui l’opera del giorno prima, mutando, diventa nutrimento e azione per il giorno dopo: l’opera non è mai la stessa, così come la pelle di chi la intercetta. Il nome – Nutazioni – è la connessione stessa con il luogo, poiché intrinsecamente legato ai movimenti magnetici dell’asse terrestre e dell’orientamento vitale delle piante”.
L’apertura del 29 maggio vede la performance delle micro-sculture commestibili – realizzate con fiori eduli e non solo – la cui assunzione sarà accompagnata da un viaggio esplorativo tra viticoltura e botanica. L’evoluzione del cantiere artistico prosegue il giorno seguente con la performance di repertorio dell’artista “Italia di pane”, opera site-specific, che in questa occasione vede la partecipazione speciale e il coinvolgimento di SOU Rieti – Scuola di Architettura per Bambini nel progetto LINEA architettura-paesaggio. Un percorso immersivo e mutante tra suoni, videoarte e gusto che Monica Casalino definisce: “un inno alla consunzione come atto creatore, tributo alla sinergia con il territorio e con BE. Butterfly Effect. Un percorso sinergico che culmina nella condivisione collettiva”.
Il terzo giorno le opere, che hanno generato esperienza vivibile, divenute inafferrabili ed evanescenti, diventano memoria e traccia attraverso suono e video, nuova materia che si apre a prospettiva futura. Durante l’intero evento, l’artista sarà presente in loco, favorendo quel dibattito e quella condivisione umana, di cui la cultura è terra madre.

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