(di Cristian Cocuccioni) Una storia lunga 100 anni, intrecciata di orgoglio, fatica, parquet e maglia azzurra. La Nazionale italiana di basket ha celebrato il suo centenario con un gesto dal forte valore simbolico: una nuova maglia celebrativa che non è solo un capo tecnico, ma un vero e proprio archivio vivente della pallacanestro italiana.
Sulla divisa – sia quella home, azzurra, che quella away, bianca – sono impressi tutti i nomi di chi, almeno una volta, ha vestito l’azzurro. Un mosaico di storie, talenti e generazioni che hanno contribuito a scrivere la storia della Nazionale. Un tributo che unisce passato e presente, e che racconta cosa significhi davvero rappresentare l’Italia sul parquet: orgoglio, responsabilità e appartenenza.
Dentro questo elenco lungo un secolo c’è anche un pezzo importante di Rieti. A partire dal reatino Luca Blasetti, che nel 1982 ha vestito la maglia azzurra e ha legato tutta la sua carriera alla Sebastiani, con cui ha conquistato uno dei capitoli più iconici della storia del club: la Coppa Korac del 1980.
Accanto a lui, un altro nome che a Rieti è sinonimo di storia: Roberto Brunamonti. Considerato uno dei più grandi giocatori della pallacanestro italiana, Brunamonti ha lasciato un segno indelebile sia in azzurro — con l’argento olimpico e l’oro europeo del 1983 ma non solo — sia a Rieti, dove ha condiviso con Blasetti la storica vittoria della Korac e mantiene ancora oggi un forte legame con la città. Nella maglia celebrativa compare anche Domenico Zampolini, protagonista della Sebastiani tra il 1973 e il 1979, anni in cui ha contribuito a costruire l’identità e la solidità del club reatino. Non manca Antonello Riva, simbolo del basket italiano e giocatore di caratura internazionale, che a Rieti ha vissuto una delle tappe della sua lunga carriera.
La lista dei nomi che hanno incrociato Rieti e la Nazionale è lunga e prestigiosa. Tra questi Luca Vittori, che ha avuto anche un ruolo da allenatore in amarantoceleste, e Luciano Vendemini, protagonista negli anni in cui la Sebastiani cresceva come realtà competitiva.
Dagli anni ’70 in poi, altri grandi interpreti hanno attraversato questo doppio filo tra Rieti e azzurro: Mauro Cerioni, Gustavo Tolotti, Walter Magnifico, Davide Bonora, capitano dell’ultima promozione in Serie A1 della Sebastiani nel 2007, oltre all’ “alpino” Michele Mian, Massimo Masini e, arrivando ai giorni nostri, Davide Pascolo. Ovviamente infine per non parlare di quanti nomi, lì su quella maglia, hanno calcato da avversari il PalaSojourner. Tantissimi.
La maglia celebrativa diventa così molto più di un simbolo: è una linea continua che unisce epoche diverse, campioni differenti e una sola grande idea di basket. E dentro quella trama azzurra, Rieti continua a esserci. Con la sua storia, i suoi protagonisti e la sua passione.
Foto: FIP ©








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