Dal carcere al palcoscenico: a Rieti i detenuti portano in scena “La Fattoria degli animali – Vol 2”

Il teatro varca nuovamente le mura del carcere per farsi strumento di rielaborazione critica, pedagogica e riscatto sociale. Il prossimo 27 maggio alle ore 16.30, la Casa Circondariale Nuovo Complesso di Rieti ospiterà il debutto della rappresentazione teatrale    “ La Fattoria degli animali – Vol 2” nata come esito di laboratori di formazione nelle arti sceniche condotti dal Teatro Rigodon.

L’evento rappresenta il culmine di un lungo e profondo percorso che ha visto il coinvolgimento totale dei detenuti sia nei laboratori in Drammaturgia e recitazione condotti dalla regista e pedagoga teatrale Desirée Proietti Lupi e dalla prof.ssa Barbara Clementini, che in quelli di movimento scenico e danza condotto dalla coreografa Claudia Cipitelli Gallotta e  nel laboratorio di scenografia.

Anche quest’anno prosegue la proficua collaborazione con il gruppo psico-esperienziale Libera Espressione condotto dalla dottoressa Eleonora Iampieri che prevede, per questa data, un’anteprima della mostra fotografica frutto del  laboratorio di fotografia terapeutica “Istantanee dell’Anima “ co-condotto dalla Dott.ssa Iampieri e dal fotografo Filippo Maria Gianfelice.

Il punto di partenza dello spettacolo è il celebre capolavoro di George Orwell, La fattoria degli animali del 1943. Il fulcro della riflessione drammaturgica risiede in un interrogativo universale: come può la legittima resistenza alla repressione di un regime dittatoriale scivolare, quasi impercettibilmente, nel fanatismo e in dinamiche autoritarie e cieche?

La narrazione segue la storia di Santiago, un giovane pastore. Il suo percorso parte dalla ricerca intima di un senso di appartenenza culturale e linguistica, e dal desiderio profondo di un dialogo diretto con Dio. Sarà proprio questa fragilità, unita alla ricerca di radici, a portarlo all’incontro con il gruppo Ekin (nato nel 1952 all’università di Deusto), segnando la sua ascesa e la successiva, inesorabile caduta personale.

“Il teatro in carcere è un atto di costruzione. Vedere i detenuti impegnati sia nello studio dei testi che nella costruzione fisica delle partiture sceniche restituisce il senso profondo del progetto: riappropriarsi della propria capacità di ‘fare’ e di pensare criticamente.”

Doverosi i ringraziamenti alla Direttrice dell’ Istituto, la Dott.ssa Chiara Pellegrini, al Capo dell’Area Educativa, il Dott. Luca Agabiti  e al Comandante del reparto di Polizia Penitenziaria della Casa Circondariale di Rieti, la Dirigente Daniela Nobili e alla Polizia Penitenziaria tutta, una collaborazione indispensabile per la realizzazione del progetto.

Direzione Artistica e Regia: Desiree Proietti Lupi

Assistente alla Regia: Prof.ssa Barbara Clementini

Movimento Scenico: Claudia Cipitelli Gallotta

Allestimento e Scenografie: Detenuti della Sezione Comune della Casa Circondariale di Rieti

 

 

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