“Siamo al ridicolo: il Partito Democratico è talmente ossessionato dalla Lega da arrivare a contestare l’elezione di un professionista che non ha mai avuto la tessera di partito in tasca”. Il coordinatore provinciale Mariano Calisse e il coordinatore cittadino Emanuele Olivieri replicano duramente alle accuse di “occupazione politica” sollevate dal PD sulla presidenza della Fondazione Varrone.
Secondo i coordinatori della Lega, il PD dimostra una preoccupante confusione sulle basi stesse del funzionamento dell’ente. Forse il Partito Democratico non sa, o finge di non sapere, che quella di oggi non è affatto – come da loro dichiarato – una “nomina tecnica e statutaria”, quasi fosse un atto burocratico calato dall’alto. Si è trattato invece di una elezione democratica interna eseguita dai membri della Fondazione stessa. Mettere in dubbio questo passaggio significa non rispettare la sovranità degli organi dell’ente e la libertà di scelta dei suoi componenti.
Secondo Calisse e Olivieri, parlare di “occupazione” o di “bancomat” della politica non è solo un attacco alla Lega, ma un’offesa gratuita all’onorabilità dell’avvocato Costanzo Truini e all’autonomia dell’intero Organo della Fondazione. L’avvocato Truini è un professionista libero, stimato per la sua carriera e la sua integrità, e non è un iscritto alla Lega. Esprimere soddisfazione per la sua elezione non significa “mettere una bandierina politica”, ma riconoscere che finalmente ai vertici delle istituzioni cittadine siedono persone scelte per il curriculum e non per l’appartenenza politica. Il PD, invece, dimostra il suo volto peggiore: se un nome non è benedetto da loro, diventa automaticamente un nemico dell’autonomia dell’ente.
L’attacco della sinistra coinvolge, secondo la Lega, l’intero tessuto civile e professionale della città. Dando il via a questo processo alle intenzioni, il PD offende non solo Truini, ma l’intero sistema delle professioni reatine. Sostenere che l’autonomia della Fondazione scompaia solo perché la Lega esprime stima verso un avvocato indipendente è un insulto all’intelligenza dei cittadini. Forse il PD è ancora abituato a considerare le istituzioni come proprie segreterie e non tollera che oggi si scelgano figure di garanzia, capaci di parlare con tutti ma schiave di nessuno. La Fondazione Varrone gestisce risorse collettive e siamo certi che il nuovo Presidente lo farà con la massima imparzialità, proprio perché la sua storia professionale parla per lui.
In conclusione, la Lega accetta volentieri i consigli non richiesti del PD, ma nel leggere il loro comunicato sorge il dubbio spontaneo che la sinistra si stia agitando tanto per coprire le proprie manovre in vista delle prossime elezioni. Invece di preoccuparsi della Lega, il PD dovrebbe chiarire se stia lavorando per costruire un’alternativa seria o se stia semplicemente prestando il fianco a qualche altro interesse lontano dal bene dei cittadini. Noi guardiamo ai fatti, mentre la sinistra può continuare pure con i suoi giochi di palazzo.








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