“Custodire voci e volti umani”, incontro in Diocesi con don Tony Drazza

Foto: Gianluca VANNICELLI ©

(di Daniela Melone) “Custodire voci e volti umani” è il tema al centro del messaggio di Papa Leone per la 60ª Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali. Questa mattina, nella sala degli stemmi del Palazzo Papale, il vescovo Vito Piccinonna ha incontrato gli operatori della comunicazione, con un momento di confronto rivolto in particolare ai giornalisti del territorio. Ospite della mattinata è stato don Tony Drazza, della Segreteria Generale della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), già Assistente nazionale del settore giovani di Azione Cattolica e attualmente Segretario particolare del Segretario Generale della CEI. Figura ormai nota anche nel panorama digitale, Drazza è molto seguito sui social per il suo stile comunicativo essenziale e personale: sul suo profilo Instagram condivide infatti pensieri scritti a mano su foglietti di carta, un gesto che lui stesso definisce una forma di resistenza alla velocità contemporanea.

“La sfida – scrive il Papa nel suo messaggio – non è tecnologica, ma antropologica” e “Non lasciamoci derubare dalla possibilità di incontrare l’altro, che è sempre diverso da noi, e con il quale dobbiamo confrontarci”. Parole che hanno fatto da filo conduttore all’incontro di questa mattina. Piccinonna, che ha richiamato il valore della comunicazione non solo come strumento professionale, ma come spazio di relazione e responsabilità, anche alla luce del messaggio cristiano e delle indicazioni di Papa Leone XIV. “La sfida che ci aspetta non sta nel fermare l’innovazione digitale, ma nel guidarla, nell’essere consapevoli del suo carattere ambivalente – aggiunge ancora il Pontefice – Sta ad ognuno di noi alzare la voce in difesa delle persone umane, affinché questi strumenti possano veramente essere da noi integrati come alleati”. Un passaggio che ha aperto la riflessione sul ruolo dei media nell’era dell’intelligenza artificiale e della comunicazione digitale.

Nel suo intervento, don Tony Drazza ha sottolineato come “il mondo non dipende dalla nostra velocità”, richiamando la necessità di recuperare tempi più umani nella comunicazione e nella relazione. «Scrivere con la penna o con la matita su un foglio – ha spiegato – è una forma di meditazione. Contro tutte le velocità che il tempo ci chiede». Un approccio che, nel suo percorso ecclesiale e comunicativo, si traduce in uno stile semplice ma profondamente legato all’ascolto e alla riflessione.

In vista della Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2026, la Diocesi di Rieti propone dunque un nuovo appuntamento di approfondimento con don Tony Drazza, dedicato proprio al tema “Custodire voci e volti umani”. L’incontro si è svolto venerdì 15 maggio alle ore 10.30 nella sala degli stemmi del Palazzo Papale, alla presenza del vescovo Vito Piccinonna, e ha coinvolto giornalisti e operatori dei media del territorio. Durante l’incontro, il sacerdote ha approfondito i contenuti del messaggio di Papa Leone XIV, soffermandosi in particolare sulle sfide legate alla comunicazione contemporanea, alla diffusione dell’intelligenza artificiale generativa e alla pervasività dei social network. Un contesto che, ha ricordato, non è solo tecnologico ma profondamente etico e deontologico, perché incide direttamente sulla costruzione dell’opinione pubblica e sulla qualità delle relazioni sociali.L’obiettivo emerso dal confronto è quello di mantenere una presenza consapevole negli ambienti digitali senza perdere autenticità, cercando di custodire, anche nella comunicazione contemporanea, “voci e volti umani” che restino riconoscibili e veri.

 

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