L’avvio della strategia per il “diritto a restare” avvicina l’Europa ai territori e a chi li abita. Castelli: per l’Appennino centrale una opportunità unica che non possiamo perdere

Grazie al Vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto il diritto a restare sul proprio territorio diventa una priorità supportata da risorse e opportunità mai viste prima. Un impegno che il Governo Meloni aveva già concretizzato con l’indicazione di accompagnare la ricostruzione fisica del cratere sisma 2016 con il rilancio economico e sociale delle popolazioni residenti. “Un obiettivo che come Struttura Commissariale – dichiara il Commissario sisma 2016 Guido Castelli – abbiamo portato avanti insieme ai territori, alle Regioni e a tutti gli enti locali e che ora, dopo troppi anni di immobilismo, sta dando i primi risultati”. “In un contesto estremamente fragile come l’Appennino centrale aggravato dagli eventi sismici – prosegue Castelli – gli interventi per la ricostruzione e il rilancio economico e sociale hanno arrestato lo spopolamento e ridato fiducia nella popolazione che, secondo il CRESME, al 2044 cresce di 44 mila unità rispetto alle stime pre-ricostruzione, i flussi migratori tornano positivi e la nuova occupazione supera i 102 mila rapporti di lavoro all’anno”.

“L’efficacia delle misure realizzate non è solo quantitativa ma anche qualitativa: gli investimenti del programma Next-Appennino nel cratere hanno dimostrato di rispettare i criteri di equità territoriale, destinando più risorse ai comuni demograficamente ed economicamente più fragili, ponendo le basi per un ulteriore miglioramento dello scenario sociale e demografico nel medio-lungo termine”. “Si tratta di una buona pratica di coesione territoriale – conclude Castelli – che potrà essere di riferimento per la nuova strategia per le aree interne che il Ministro Foti ha dichiarato essere una emergenza nazionale, ma soprattutto è una esperienza che le Regioni dell’Appennino centrale interessate (Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria) potranno utilizzare per cogliere al meglio le opportunità delle risorse del nuovo Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034”.

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