Giovani reporter a lezione di legalità: intervista al Comandante dei Carabinieri Valerio Marra

Cultura della legalità in primo piano alla scuola media reatina “Angelo Maria Ricci” con le attività laboratori ali di giornalismo. Nei giorni scorsi gli alunni “fotoreporter”si sono recati, accompagnati dalla docente Elisa Masotti, presso la Caserma dei Carabinieri di via De Juliis, per intervistare il Comandante Provinciale, Colonnello Valerio Marra. “Un’esperienza che apre la scuola al territorio e che, oltre a valorizzare l’educazione alla legalità, promuove la consapevolezza civica – ha commentato il dirigente scolastico, professoressa Luisiana Corradi – contribuendo a rendere i nostri studenti in grado di esercitare i propri diritti-doveri di cittadinanza. Nella stessa ottica, a breve ospiteremo nei locali del nostro Istituto il Prefetto di Rieti, Pinuccia Niglio”.

 

Questa l’intervista dei piccoli giornalisti in erba che, con grande interesse, hanno portato avanti un “botta e risposta” ricco di tante curiosità. L’intervista ha fatto seguito alla breve presentazione del Colonnello Marra che ha preso il via dalla formazione scolastica, passando per il solenne giuramento di fedeltà alla Repubblica e attraversando il percorso dei vari gradi e delle diverse qualifiche ricoperte fino ad oggi. Tra i diversi Comandi sono stati ricordati quelli della Compagnia dell’8° Battaglione Carabinieri “Lazio” di Roma , del Nucleo Operativo della Compagnia di Catania, delle Compagnie di Mazara, del Reparto Territoriale di Gela e del Gruppo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale di Roma.

 

.

 

.

 

di Edoardo Mei, Luca D’Angeli e Flavia Ciogli

 

Se non avesse scelto di essere un Carabiniere, quale lavoro le sarebbe piaciuto svolgere?

Avrei potuto gestire una scuola guida, seguendo le orme di mio padre, o forse sarei potuto diventare un cantante, data la mia grande passione per il canto ma il piano “B” avrebbe potuto prevedere anche la figura del professore di filosofia.

 

Prima di assumere l’incarico, conosceva già Rieti?

Sì, ebbi l’occasione di venire per seguire un corso alla scuola Nbc. L’impressione che ebbi della vostra cittadina? Notai subito quanto fosse pulita e ordinata e abitata da persone pacate ed accoglienti. Fredda ed umida, climaticamente tanto diversa dal mio Salento.

 

 

Ritiene che Rieti sia una città sicura?

Sì; aggiungo anche che il capoluogo sabino è tra le città più sicure d’Italia.

 

Quali sono i Comuni del territorio provinciale più difficili da gestire?

Tolti quelli di Amatrice e Accumoli dove abbiamo dovuto far fronte a difficoltà strutturali legate al sisma del 2016, in termini di sicurezza pubblica un comune molto impegnativo è sicuramente quello di Rieti, essendo il più grande del territorio provinciale. Seguono Fara in Sabina e Poggio Mirteto, centri nevralgici, ma anche Borgorose, Magliano e Antrodoco che sono comuni di confine

 

Quali sono i reati più diffusi nel territorio?

Sicuramente lo spaccio di sostanze stupefacenti, soprattutto nei boschi, ed anche le truffe in danno degli anziani, i furti, la guida in stato di ebbrezza e la violenza domestica.

 

L’Arma dei Carabinieri è impegnata non solo nel contrasto ma anche nella prevenzione dei reati. Quanto è importante quest’ultima?

 

È un fattore decisamente cruciale. Del resto si dice che prevenire sia meglio che curare. La nostra azione, in questi termini, coinvolge l’intera cittadinanza, comprese le scuole. Ai giovani come voi non ci stanchiamo di ribadire quanto siano gravi ed irreversibili i danni alla salute causati dall’uso delle droghe, comprese quelle leggere. La vita è un dono ed in quanto tale va preservata e vissuta bene.

 

Che rapporto avete con le altre forze dell’ordine?

Ottimo, le pattuglie si aiutano tra di loro. La collaborazione in tal senso è davvero preziosa.

 

E con le comunità religiose?

Il rapporto è molto buono; è basato sul dialogo, nel segno del rispetto per tutte le professioni religiose.

 

 

Per quanto riguarda la sua carriera, ricorda un’operazione non andata a buon fine?

 

Con questa domanda mi riportate indietro nel tempo, quando operavo in Sicilia. Con i miei colleghi facemmo un blitz nella notte in un casolare dove eravamo certi che ci fosse un latitante. In realtà non lo trovammo ma l’operazione non andò del tutto male poiché pochi giorni dopo riuscimmo comunque a catturarlo.

 

E l’operazione più rischiosa qual è stata?

 

Ventiquattro anni fa ero un giovane tenente, in servizio allo Stadio Olimpico della Capitale. Durante una partita tra Roma e Juventus, la squadra ospite riuscì a recuperare il 2-0 iniziale e alcuni tifosi romanisti lanciarono petardi e bottiglie di vetro che per poco non mi colpirono, oltre a pietre che spaccarono il vetro divisorio tra le due tifoserie. Fu una situazione di grande tensione e pericolo.

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*

 

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.