(r.l.) Il progetto per la realizzazione del nuovo ospedale di Rieti sembra sparito dal dibattito istituzionale e tecnico, dopo essere stato sulla cresta dell’onda e al centro del confronto con una serie di ipotesi che si sono susseguite nel tempo e che, al momento, restano tutte nel perimetro delle indiscrezioni e delle valutazioni preliminari. L’investimento complessivo, secondo le prime stime, dovrebbe aggirarsi intorno ai 200 milioni di euro, con una compartecipazione tra INAIL e Regione. Una cifra importante, che impone necessariamente una scelta ponderata non solo dal punto di vista sanitario, ma anche logistico, urbanistico ed economico.
Nel corso delle varie analisi, sono emerse diverse opzioni per la localizzazione della nuova struttura. Tra queste, una delle prime ipotesi ha riguardato la realizzazione dell’ospedale nell’area antistante l’attuale presidio sanitario. Una soluzione che però avrebbe presentato criticità rilevanti: la presenza del cantiere a ridosso della struttura esistente e i conseguenti disagi nella gestione ordinaria delle attività ospedaliere, oltre a costi giudicati troppo elevati in relazione alla complessità dell’intervento. Insomma: un cantiere così davanti a un ospedale funzionante, non può esistere. Così come non può esser considerata, nel 2026, la realizzazione in un’area industriale. Si è parlato anche di un’area lungo la Salaria, ma in questo caso sono emerse criticità legate al rischio idrogeologico e, in particolare, alla possibile esondazione dei corsi d’acqua adiacenti alle aree d’interesse, elemento che ha inevitabilmente raffreddato questa opzione.
Negli ultimi sviluppi, sempre da considerare come indiscrezioni non ufficiali, si starebbe consolidando con maggiore forza l’ipotesi dell’area ex Snia, nella zona compresa tra Madonna del Cuore e Molino della Salce, all’interno del territorio urbano di Rieti. Una scelta che, rispetto alle precedenti, sembrerebbe rispondere meglio a una serie di criteri strategici: centralità, riqualificazione urbana e possibilità di recupero di un’area dismessa. Proprio sull’ex Snia si starebbe concentrando il lavoro tecnico e amministrativo più recente. L’ipotesi includerebbe un percorso articolato che prevede la bonifica dell’area, la successiva riqualificazione e tutte le procedure connesse, inclusi eventuali espropri e gli adempimenti burocratici necessari per rendere il sito effettivamente disponibile.
Al momento non esiste ancora un atto definitivo né una decisione ufficiale, ma la direzione del lavoro sembra progressivamente convergere verso questa soluzione, considerata sempre più compatibile con le esigenze del nuovo polo ospedaliero. Il quadro resta quindi in evoluzione, con una fase di studio ancora aperta, ma con un indirizzo che, tra valutazioni tecniche e sostenibilità complessiva, appare sempre più orientato verso la riconversione dell’area ex industriale come sede del futuro ospedale.
Foto: RietiLife ©








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