“Saperi e sapori a convivio”: a Rieti la cultura incontra la cucina con l’Accademia Italiana della Cucina e l’Università della Tuscia

“Saperi e sapori a convivio”: a Rieti la cultura incontra la cucina con l’Accademia Italiana della Cucina e l’Università della Tuscia

 

Si è svolta venerdì 24 aprile, presso il Grande Albergo Quattro Stagioni, la conviviale della delegazione reatina dell’Accademia Italiana della Cucina, dal titolo “Saperi e sapori a convivio”. Un appuntamento che ha messo al centro il dialogo tra cultura, territorio e tradizione gastronomica, grazie all’incontro con l’Università della Tuscia.

 

Alla serata hanno preso parte numerose autorità istituzionali, tra cui il Prefetto di Rieti S.E. Pinuccia Niglio, l’Assessore regionale Manuela Rinaldi e il Sindaco di Concerviano Pierluigi Buzzi, a testimonianza dell’attenzione delle istituzioni verso iniziative che valorizzano il territorio e le sue eccellenze.

 

Per l’Università della Tuscia erano presenti il Direttore del Dipartimento DAFNE, prof. Simone Severini, che ha portato i saluti della Magnifica Rettrice impossibilitata a partecipare per impegni istituzionali, sottolineando il ruolo dell’ateneo nel territorio reatino e l’auspicio di una collaborazione sempre più stretta con le realtà locali.

 

Il prof. Alfredo Di Filippo, presidente del corso reatino di Scienze della Montagna, ha illustrato nel dettaglio il percorso di laurea attivo da anni a Rieti, mentre la prof.ssa Katia Liburdi, docente di Tecnologie e produzioni alimentari, ha guidato gli ospiti in un approfondimento sulle erbe spontanee, protagoniste del menu della serata, soffermandosi sulle loro proprietà e caratteristiche organolettiche.

 

Un menu tra tradizione e ricerca

 

Il percorso gastronomico, curato e raccontato dalla simposiarca Maria Luisa Trilli, ha proposto piatti legati alla tradizione locale e alle erbe spontanee del territorio: frittelli di borragine, ortica e salvia; vellutata di porro selvatico; risotto all’ortica; tordo matto con misticanza di erbe spontanee ripassata, accompagnato da una selezione di ingredienti come crispigno, aspraggine, cicoria, radici selvatiche, cimette di rapa, ricotta con miele millefiori e melissa.

 

La materia prima è stata valorizzata grazie al lavoro dello staff di cucina del ristorante dell’albergo, con le erbe raccolte da Silvia Nuli Smuraglio, esperta conoscitrice del mondo delle spontanee. Il miele utilizzato proviene invece dall’Azienda “La Fattoria di Alice”, ulteriore esempio di filiera locale.

 

Momento di memoria e riconoscimenti

 

In apertura della conviviale, il Delegato ha invitato i presenti a osservare un minuto di raccoglimento in memoria di Maria Gabriella Campanelli Truini, decana della Delegazione con oltre quarant’anni di anzianità accademica, recentemente scomparsa.

 

Nel corso della serata è stato inoltre consegnato al Delegato Francesco Maria Palomba l’attestato di 35 anni di anzianità accademica, a riconoscimento del lungo percorso all’interno dell’Accademia.

 

Cultura e territorio sempre più vicini

 

L’evento ha raccolto ampi consensi sia per la qualità del menu sia per il livello degli interventi accademici, confermando la capacità dell’iniziativa di unire cultura, ricerca e tradizione gastronomica.

 

Il Delegato Palomba ha infine auspicato che appuntamenti di questo tipo possano essere riproposti con altre associazioni e realtà del territorio, rafforzando il legame tra università e tessuto cittadino.

 

Un modello di incontro che dimostra come, quando saperi e sapori si intrecciano, il territorio diventa protagonista.

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