La situazione dell’autotrasporto nel territorio reatino è sempre più critica. A lanciare l’allarme è Confartigianato Imprese Rieti, attraverso una intervista a Rachele Lunari, che fotografa un settore in forte sofferenza tra aumento dei costi, difficoltà strutturali e perdita progressiva di imprese.
“La situazione è estremamente complessa e, per molti versi, insostenibile. Le imprese si trovano a operare con costi in continuo aumento, in particolare per il carburante, che incide in maniera sempre più pesante sui bilanci”, spiega Lunari, evidenziando come il contesto di Provincia di Rieti renda tutto ancora più difficile a causa di una rete infrastrutturale limitata.
I numeri confermano la criticità del settore: negli ultimi dieci anni, nella provincia di Rieti, si registra una perdita di oltre il 32% delle imprese di autotrasporto. Un dato che fotografa una crisi strutturale aggravata dall’aumento dei costi, con incrementi che possono arrivare fino a 2.000–3.000 euro mensili per singolo mezzo pesante.
“Il fermo è una scelta sofferta ma inevitabile. Le imprese non riescono più a sostenere i costi e lavorare in perdita non è più possibile”, prosegue Lunari, sottolineando come la fragilità del territorio, fortemente dipendente dal trasporto su gomma, renda la situazione ancora più delicata.
Al centro delle richieste al Governo c’è un intervento urgente sul costo del carburante e misure concrete per sostenere la liquidità delle imprese. “Serve un confronto serio con chi rappresenta davvero il settore”, viene ribadito.
Particolarmente critica anche la questione infrastrutturale: “La nostra provincia si basa quasi esclusivamente sul trasporto su strada, ma arterie fondamentali come la Salaria presentano numerose criticità. Questo rende il lavoro più difficile, meno efficiente e più costoso”.
Le conseguenze, secondo Confartigianato, rischiano di riflettersi su tutta la filiera economica. L’autotrasporto viene definito un servizio essenziale, senza il quale merci e attività produttive subirebbero forti rallentamenti.
“Il nostro obiettivo non è creare disagi, ma evitarne di più gravi. Se le imprese continuano a chiudere, le conseguenze saranno molto più pesanti nel medio periodo”, avverte Lunari.
Il messaggio finale è netto: “Le imprese di autotrasporto hanno sempre dimostrato responsabilità. Ma oggi serve un segnale forte. Difendere il trasporto significa difendere l’economia, soprattutto in territori come il nostro. Dal 25 maggio 2026 ci fermiamo per cinque giorni per non morire”.








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