Mentre la provincia di Rieti scivola in fondo alle classifiche nazionali per la presenza di sportelli bancari e servizi essenziali, posizionandosi al 101° posto su 107 province italiane, c’è chi decide di invertire la rotta. Il Comune di Colli sul Velino lancia una sfida coraggiosa allo spopolamento e all’isolamento burocratico con l’inaugurazione, prevista per il 4 maggio, di Colli-HUB.
Un modello di “Volontariato d’Élite”
Non si tratta di un semplice ufficio informazioni, ma di una vera e propria Centrale Operativa di Prossimità. Il cuore del progetto è la sua sostenibilità: un modello di “volontariato professionale d’élite” dove esperti di alto profilo mettono le proprie competenze a disposizione della comunità a costo zero per le casse comunali e per i cittadini.
“Abbattiamo il muro della burocrazia e della distanza,” dichiara Daniele Loreti, Credit Coach e Direttore Tecnico del progetto. “Mettere le nostre competenze al servizio gratuito della comunità è la nostra sfida alla desertificazione dei servizi”.
I sei pilastri del servizio
L’Hub trasforma il borgo in una “Piattaforma” operativa articolata su sei aree di intervento strategiche:
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Finanza e Credito: Supporto per mutui e accesso ai bandi PNRR.
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Fiscale e Tributaria: Orientamento per famiglie e imprese.
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Legale e Amministrativa: Pareri pro bono e mediazione con la Pubblica Amministrazione.
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Sanitaria: Orientamento e assistenza informativa sulla salute.
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Valorizzazione Immobiliare: Consulenza per il rilancio del patrimonio edilizio locale.
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Innovazione Digitale: Sicurezza informatica e lotta al digital divide per gli anziani.
Una rivoluzione itinerante e digitale
L’erogazione dei servizi non sarà statica. Oltre al presidio fisico presso i locali comunali, Colli-HUB prevede una consulenza itinerante per raggiungere le fasce più fragili della popolazione direttamente sul territorio, affiancata da uno sportello digitale per abbattere ogni barriera geografica tramite piattaforme web.
Un esempio per l’Italia
Promosso dal Sindaco Achille Nobili e dalla Giunta Comunale, il progetto punta a diventare un “caso studio” replicabile in tutti i piccoli comuni italiani che lottano contro lo spopolamento. L’obiettivo finale è chiaro: rendere il territorio nuovamente attrattivo, non solo per i residenti storici, ma anche per i nuovi smart workers in cerca di servizi d’eccellenza immersi nella qualità della vita dei borghi.
L’appuntamento con l’inizio di questa “rivoluzione digitale e umana” è fissato nel cuore del reatino per il prossimo 4 maggio.








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