A Rieti il 25 aprile diventa un caso politico. A sollevarlo è il Comitato direttivo dell’ANPI di Rieti, che in un duro comunicato accusa l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Daniele Sinibaldi di aver “dimenticato” la Festa della Liberazione.
Secondo l’associazione, anche quest’anno non ci sarebbe stata alcuna iniziativa istituzionale per ricordare il 25 aprile, una ricorrenza che celebra la liberazione dal nazifascismo e la nascita della democrazia italiana. Un’assenza definita grave, soprattutto alla luce del fatto che la città e l’intera provincia di Rieti sono state insignite nel 2005 della medaglia d’argento al merito civile per il contributo alla guerra di Liberazione.
Nel comunicato, i toni sono tutt’altro che concilianti. L’ANPI parla apertamente di un’offesa all’intera comunità e alla memoria di chi ha perso la vita per la libertà. “Neanche un fiore al Monumento ai Caduti”, si legge, sottolineando quello che viene considerato un gesto simbolico mancato ma significativo.
Non manca poi una stoccata sul tema sicurezza, tirato in ballo per criticare alcune recenti posizioni dell’amministrazione. L’associazione richiama infatti le conclusioni del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica del 21 aprile, secondo cui Rieti resta una città sicura e non emergono criticità tali da giustificare allarmismi. Un passaggio che, secondo l’ANPI, contrasterebbe con certe narrazioni politiche locali.
Il cuore della polemica resta però la memoria storica. Nel documento si ribadisce il valore del 25 aprile come fondamento della Repubblica e della Costituzione, con un richiamo alle parole di Piero Calamandrei — “ora e sempre Resistenza” — citate anche dal Presidente della Repubblica nel suo discorso ufficiale.
Una presa di posizione netta, che riaccende il dibattito cittadino su una data che, a distanza di oltre ottant’anni, continua a segnare il confine tra memoria condivisa e divisione politica.








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