Federico Rinaldi alla Rana: “Rieti torna internazionale, nel segno di Milardi e di mio padre”

(di Giulia Testa) Non solo politica, ma sport e visione del territorio nella nuova puntata de La Rana nel Pozzo, il talk condotto dal direttore Emiliano Grillotti. Ospite Federico Rinaldi, segretario generale di Rieti 2026, che ha tracciato il percorso verso il grande evento internazionale di atletica leggera atteso a luglio. “È un evento internazionale dopo 11 anni. C’è tanta attesa e la macchina organizzativa si è messa in moto già dalla fine del 2024. Stiamo lavorando per rendere orgogliosa questa città”. Un ritorno che riporta Rieti al centro della scena europea, con numeri importanti: “Avremo 49 federazioni, circa 1700 persone tra atleti e staff, oltre 2000 presenze complessive. Ci aspettiamo tra le 3000 e le 4000 persone al giorno”.

Il cuore sarà ancora una volta lo stadio Guidobaldi: “Sono stati registrati 9 record mondiali. Ne ho uno nel cuore, quello del 2007 di Asafa Powell, 9.74. Il Guidobaldi è il tempio del mezzofondo, ma dell’atletica tutta”. Un impianto che oggi torna protagonista grazie a un restyling: “Interventi sulla tribuna, sulla copertura e sulla pista. Non enormi, ma con un effetto visivo molto più bello”.

Il richiamo al passato è costante: “Nel 2013 il presidente del comitato era mio padre, Sandro Rinaldi. C’è un filo conduttore: fare le cose nel suo ricordo e seguire il suo esempio mi riempie di orgoglio”. Accanto a lui, un’altra figura centrale: “Il lavoro degli ultimi 50 anni, e quello di Andrea Milardi, sono stati fondamentali. Sono stati giganti dello sport. Dobbiamo essere all’altezza della loro eredità”. Una legacy che non è solo impiantistica: “Il Ponte Milardi, il Parco dello Sport intitolato a mio padre: sono segni concreti di ciò che resta. I veri insegnamenti per me vengono dalle cene con loro, dalle loro conversazioni”.

Grande attenzione poi anche alla macchina organizzativa di Rieti 2026 e sui volontari: “Cercavamo 450 volontari, ne sono arrivati molti di più, anche dall’estero. Dalle scuole abbiamo avuto una risposta straordinaria”. Non mancano le criticità: “Abbiamo problemi di ricettività. Le strutture non bastano, abbiamo coinvolto anche il Terminillo e territori limitrofi”. Per Rinaldi, l’evento deve essere un punto di partenza: “È un peccato aver perso il meeting internazionale annuale. Rieti merita un appuntamento fisso”. E sulla “legacy”: “È tutto ciò che resta. Non solo lo stadio, ma anche cultura sportiva, formazione, giovani. Questo è il risultato più importante”.

Infine, il rapporto con le istituzioni: “Senza partecipazione politica non si va avanti. C’è confronto continuo con il sindaco e con tutti i livelli istituzionali”. E uno sguardo al futuro: “Mi metto a disposizione, ma gestire il futuro dei cittadini è una responsabilità che richiede competenza”. La Rana torna la prossima settimana.

Foto: Gianluca VANNICELLI ©

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