Ottanta delegati, ospiti e presenza delle istituzioni: è stata una giornata di analisi e futura azione sindacale quella che ieri si è svolta nella splendida cornice del Park Hotel Villa Potenziani. Una giornata che ha visto la riconferma di Alberto Paolucci a Segretario generale della Uil di Rieti e della Sabina Romana.
In una fase storica segnata da crisi economiche, trasformazioni del lavoro e instabilità internazionale, il secondo congresso della Uil di Rieti e della Sabina Romana ha ricordato le fragilità locali create dal sisma e il processo di desertificazione sia economica che produttiva in atto da decenni nella provincia. “Ed è proprio in questo intreccio tra vulnerabilità locale e crisi globali – ha detto nella sua relazione Alberto Paolucci – che si misura la nostra sfida: non si tratta solo di ricostruire ciò che è stato distrutto, ma si tratta di creare le condizioni necessarie per uno sviluppo duraturo e inclusivo”.
Il quadro attuale non è confortante. Su oltre 30mila lavoratori del settore privato non agricolo circa un terzo è coinvolto in forme di precarietà, con il 39% dei dipendenti in part time e l’81,2% dei contratti attivati nei primi nove mesi del 2025 classificati come atipici. I redditi evidenziano forti squilibri con i lavoratori precari che percepiscono in media 9.708 euro annui e i part time 11.263 euro contro i 23.733 euro dei lavoratori stabili e i 24.046 euro dei full time. Che dire poi della sicurezza sul lavoro? Il 2025 nella provincia reatina si è chiuso con 1110 denunce di infortunio sul lavoro, tre delle quali sono state mortali. “Su precariato e sicurezza sul lavoro – ha ricordato Paolucci – la Uil ha avviato due campagne di sensibilizzazione come “No ai lavoratori Fantasma” e “Zero Morti sul Lavoro” che non si fermeranno fin quando non avranno raggiunto l’obiettivo di creare lavoro stabile, ben retribuito e sicuro”.
“La provincia ha smarrito l’equilibrio tra lavoro e prospettive di crescita, che prima invece assicurava stabilità e fiducia nel futuro – ha affermato il sindacalista Rieti ha bisogno di una visione di ampio respiro: un progetto complessivo che proietti la provincia nel futuro, che la strappi dall’isolamento e le restituisca la sua naturale e storica vocazione di luogo di confine e raccordo tra Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria”. Sotto questo aspetto Istituzioni e sindacati devono lavorare insieme per raggiungere questo obiettivo. Serve lungimiranza, coraggio. La Uil ha ribadito la necessità di avviare una stagione dedicata alle infrastrutture: realizzando il nuovo ospedale, il raddoppio della Salaria con cronoprogrammi chiari, la ferrovia tra Rieti e Roma.
“Dobbiamo scommettere su turismo, agricoltura, innovazione, aerospazio e politiche industriali europee insieme a un uso equo delle risorse pubbliche e di investimenti per il lavoro stabile e dignitoso – ha concluso Paolucci – Siamo un sindacato che ritiene centrale la rappresentanza, la contrattazione collettiva per contrastare il dumping contrattuale e lavoro povero. Siamo impegnati per costruire un futuro di inclusione e sicurezze”.








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