(ch.di.) Il mondo del calcio è in lutto per la morte di Alex Manninger, ex estremo difensore di Juventus e della Nazionale austriaca, scomparso a 48 anni in un tragico incidente automobilistico nei pressi di Salisburgo. Secondo le prime ricostruzioni, l’auto su cui viaggiava si sarebbe scontrata con un treno in un passaggio a livello non protetto, senza barriere. Un impatto violentissimo che non gli ha lasciato scampo. Manninger è stato uno dei portieri più rappresentativi del calcio austriaco e ha costruito una carriera di alto livello tra Europa e Serie A, indossando anche le maglie di Fiorentina, Torino, Bologna, Brescia e Siena, oltre a esperienze all’Arsenal, con cui vinse campionato e FA Cup, e al Liverpool. Con la Nazionale austriaca collezionò 34 presenze, partecipando anche agli Europei del 2008.
La notizia della sua scomparsa ha riportato alla memoria anche un episodio che coinvolse direttamente il territorio reatino. Nei primi anni 2000, quando Manninger vestiva la maglia del Siena, il portiere fu protagonista di un’amichevole disputata a Colle Val d’Elsa contro il Poggio Catino, formazione reatina militante all’epoca in Promozione e rimasta nella memoria collettiva per il valore della formazione e delle partite donate al pubblico.
Una partita che, a distanza di anni, è rimasta impressa nella memoria di chi c’era. In campo per il Poggio Catino, guidato dal presidente Giorgio Onofri e dall’allenatore Fabrizio De Tommaso, scesero diversi protagonisti del calcio locale: Ometto, Terracina, Bonini, il capitano Favetta, Fioravanti, Scappa, Miriello, Onofri e Sebastiani, tra gli altri In panchina e dietro le quinte il lavoro del direttore Stefano Valentini. Un test amichevole, come tanti di quel periodo, ma reso speciale dalla presenza di un portiere che avrebbe continuato a scrivere pagine importanti del calcio internazionale.
Oggi quel ricordo torna con forza: non solo per la carriera di Manninger, ma anche per il legame – piccolo ma autentico – con il calcio dilettantistico reatino, che in quegli anni incrociava talvolta il grande calcio in modo semplice, diretto, senza riflettori. Rieti lo ricorda così: con una partita di provincia diventata, col tempo, un frammento di storia condivisa.
Foto: Valentini ©








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