Nota della FP Cgil a firma del segretario Francesco Frabetti.
FP CGIL: “Sui pazienti nei corridoi e sul Robot Da Vinci servono risposte, non comunicati costruiti”
La FP CGIL rimane sconcertata dalle affermazioni diffuse come “precisazioni del personale” del Pronto Soccorso/OBI della ASL di Rieti in merito al comunicato del 26 marzo. È doveroso ristabilire la verità dei fatti e informare correttamente la cittadinanza. Nel testo diffuso si parla di “valutazioni massimaliste e proclami populisti” che avrebbero indotto a dubitare dell’etica professionale degli operatori: nulla di tutto ciò è presente nel nostro comunicato.
Come organizzazione sindacale tuteliamo ogni giorno i diritti dei lavoratori, compresi quelli del Pronto Soccorso, con battaglie note: pagamento degli arretrati delle indennità, richieste di aumento del personale, miglioramento delle condizioni logistiche, rispetto delle mansioni. Rivendicazioni sempre condotte con trasparenza ed empatia.
Nel comunicato del 26 marzo abbiamo contestato esclusivamente scelte organizzative della Direzione Generale, come la collocazione dei pazienti nei corridoi dei reparti per decongestionare il Pronto Soccorso. Abbiamo ricordato che il Pronto Soccorso deve mettere in sicurezza il paziente e indirizzarlo rapidamente nel luogo più idoneo e che, per farlo, servono strumenti, apparecchiature, formazione e nuove assunzioni. La nostra posizione è chiara: i pazienti non possono restare giorni in Pronto Soccorso né essere collocati nei corridoi. Attribuirci intenzioni diverse è falso e profondamente ingiusto.
Gli autori della replica parlano di “giusti binari”. Facciamolo: negli ultimi tre anni si sono registrati circa 10.000 accessi in più. La questione non è se i corridoi siano “giusti” o “sbagliati”, ma perché l’Azienda non sia stata in grado di programmare, organizzare e prevenire una situazione presentata come inevitabile. Perché l’unica soluzione adottata è stata collocare i pazienti nei corridoi? Perché non si analizzano cause, carenze e risultati degli investimenti fatti, se questo è il risultato? Sono domande legittime che riguardano tutti noi, perché si tratta di risorse pubbliche e tutela della salute.
Le nostre osservazioni erano rivolte alla Direzione Generale e al Sindaco, in quanto massime autorità della sanità pubblica, e si basavano su atti ufficiali: pazienti ancora nei corridoi, liste d’attesa in aumento, un robot Da Vinci Xi fermo a due interventi nonostante quasi due milioni di euro investiti, la nomina di sei coordinatori in un DEA tra i più piccoli del Lazio (delibera n. 288/DG/2026). A fronte di tutto ciò, l’unica risposta è stato un comunicato non proveniente dalle autorità competenti e che evita accuratamente il merito. Questo sì è un dato.
Non possiamo ignorare un fatto documentato: il 3 aprile due medici del Pronto Soccorso hanno chiesto ai professionisti sanitari di esprimere “assenso o dissenso” su una loro nota interna destinata a diventare il comunicato poi diffuso. Il testo recita:
“Con la presente vi invio in allegato una risposta scritta dalla scrivente e dal Dott. (…) in merito all’articolo promulgato su vari giornali locali (rinominato risposta articolo CGIL), in cui si è posta in dubbio la professionalità dell’unità operativa tutta. Prego tutti i destinatari di rispondere celermente con un assenso o dissenso, in modo da poter far pubblicare la nostra risposta a difesa del nostro operato.”
Non è un’opinione: è un documento. E davanti a un documento le domande sono inevitabili: perché coinvolgere i lavoratori in un giudizio su un comunicato sindacale che non li ha mai nominati? Perché attribuire alla FP CGIL parole mai scritte o insinuare intenzioni mai espresse? Perché pretendere risposte “celermente”?
Sono modalità mai viste nella ASL di Rieti e appaiono quanto meno imbarazzanti, un tentativo maldestro di “mettere una toppa”. La trasparenza non si ottiene chiedendo ai professionisti di approvare un testo, ma rispondendo nel merito alle questioni poste.
Non abbiamo screditato l’Azienda né i lavoratori, che difendiamo ogni giorno con lealtà, trasparenza ed empatia. Abbiamo chiesto chiarezza solo dopo che la Direzione Generale non ha fornito alcun chiarimento nelle sedi istituzionali.
La FP CGIL non si farà intimidire da ricostruzioni improprie né da tentativi di spostare il dibattito dal merito. Le false illazioni sono respinte: attendiamo risposte concrete dalle massime autorità, non da chi si sostituisce ad esse.
Cogliamo l’occasione per ringraziare ancora una volta tutti i lavoratori per il servizio che rendono quotidianamente al territorio.
Il Segretario Generale FP CGIL Rieti Roma
Eva Francesco Frabetti








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