Pronto Soccorso San Camillo De Lellis, le precisazioni del personale: “Così assistiamo i pazienti”

Nota di Medici PS/OBI, Infermieri Pronto Soccorso, Personale di supporto Pronto Soccorso dopo le dichiarazioni della Cgil (leggi). 

Lo scorso 26 marzo la FP CGIL ha pubblicato su vari quotidiani locali un comunicato relativo alle condizioni del Pronto Soccorso del Presidio Ospedaliero San Camillo De Lellis, sollevando interrogativi sulla dignità dei pazienti collocati lungo i corridoi e affermando, con caratteri urlati, che “il Pronto Soccorso DEVE FUNZIONARE”.

Non entriamo – giacché non ci compete – nelle scelte organizzative comunicate alla cittadinanza e condividiamo l’auspicio, comune a tutti gli operatori dei Pronto Soccorso, di assunzioni a tempo indeterminato di medici, infermieri, OSS e, più in generale, di ulteriori finanziamenti. Tuttavia, non possiamo accettare valutazioni massimaliste e proclami populisti, tanto scontati da indurre chi legge a dubitare dell’etica professionale degli operatori del Pronto Soccorso.

Per riportare la questione della “collocazione nei corridoi” nei giusti binari e fornire informazioni consapevoli ed oggettive ai lettori, è necessario precisare alcuni aspetti non evidenziati dall’articolo:

  • Il paziente che giunge al Pronto Soccorso viene inizialmente valutato al triage, che stabilisce la priorità di accesso alle cure.
  • Prosegue poi la valutazione in sala visita con personale medico e infermieristico dedicato.
  • Durante tutto il processo, il paziente è assistenza, trattato con diagnosi e terapie, e accudito in toto grazie anche al personale di supporto.
  • Raggiunta la stabilizzazione, il paziente può essere dimesso a domicilio o ricoverato. Fino a quel momento, per motivi clinici, il paziente resta su barella.
  • Il paziente destinato al ricovero resta in carico al Pronto Soccorso fino alla disponibilità di un posto letto nel reparto di destinazione.

Negli ultimi tre anni (fine 2022 – fine 2025), il numero totale di accessi è aumentato di circa 10.000 unità. Quando i pazienti in attesa di ricovero superano la disponibilità giornaliera di posti letto, il Pronto Soccorso deve trattenere i pazienti oltre il tempo necessario per le cure, sovraccaricando il personale, aumentando il rischio clinico e complicando il funzionamento del Dipartimento d’Emergenza, che comunque continua ad accogliere i pazienti provenienti da tutto il territorio.

Riteniamo illogico criticare la decisione dell’Azienda Sanitaria, presa per decongestionare gli spazi comuni del PS, di disporre i pazienti nei corridoi dei singoli reparti. I dati confermano che questa misura assicura ai degenti una sosta minima, senza ledere dignità o continuità di cura e assistenza, e permette di ripartire meglio il carico di lavoro tra le varie figure professionali.

Nell’atto di respingere illazioni sulle condizioni di degenza e sull’etica degli operatori, chiediamo che questa nota venga pubblicata con la rilevanza che merita.

Medici PS/OBI
Infermieri Pronto Soccorso
Personale di supporto Pronto Soccorso

 

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