La FP CGIL di Rieti-Roma non usa mezzi termini: la Direzione Generale della ASL di Rieti deve smettere con proclami trionfalistici e selfie da social, e affrontare finalmente i problemi reali della sanità pubblica. Liste d’attesa che si accumulano, carenza di medici e specialisti, e pazienti costretti a sostare nei corridoi dei reparti sono solo la punta dell’iceberg.
“Quando qualcuno sostiene che stare nei corridoi sia ‘meglio che al Pronto Soccorso’, dovrebbe riflettere su cosa significhi dignità per un cittadino che paga le tasse – sottolinea Francesco Frabetti, Segretario Generale Rieti Roma Eva – un paziente non può restare giorni al Pronto Soccorso o sdraiato in un corridoio, esposto ai parenti e costretto ad alzarsi per andare in bagno”.
Il sindacato mette in evidenza anche le recenti delibere della Direzione: sei coordinatori per il piccolo Pronto Soccorso di Rieti, a fronte di un solo coordinatore in strutture molto più grandi come l’Ospedale Umberto I di Roma. Una “sperimentazione organizzativa” che, secondo FP CGIL, appare più un esercizio di immagine che una reale soluzione ai problemi.
E poi c’è il robot Da Vinci Xi, presentato come svolta epocale per la sanità locale: secondo la FP CGIL, però, ad oggi ha effettuato solo due interventi a fronte di quasi 2 milioni di euro investiti. “Numeri imbarazzanti che non trovano riscontro nei comunicati entusiasti diffusi dalla Direzione Generale”, afferma il sindacato.
La FP CGIL chiede risposte concrete: perché le liste d’attesa non diminuiscono? Perché i cittadini continuano a essere lasciati sulle barelle per giorni? Perché non decolla l’attività robotica, nonostante ingenti investimenti?
“Le ASL sono beni pubblici – conclude Frabetti – non luoghi per sperimentazioni enigmatiche o gestione del potere. Chiediamo al Sindaco di Rieti di intervenire, per i cittadini e per gli operatori sanitari, dopo che la Direzione è stata già condannata per comportamento antisindacale”.








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