“Quarantena e giorni in isolamento a causa di mancate comunicazioni di Asl, come si fa?”

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di una donna reatina che segnala problemi con la quarantena da covid e le comunicazioni Asl. Repliche a [email protected]

Cosa succede se la vigilanza delle ASL, preposta all’emergenza corona virus, “dimentica” di darti indicazioni in merito a: quarantena, modalità d’isolamento, tamponi positivi e/o negativi?

Cosa succede se il medico di base non fornisce informazioni di protocollo, ma solo personali interpretazioni?

Diventi ostaggio della Loro burocrazia. Diventi ostaggio del Loro caos. Diventi Loro ostaggio per altri 10 giorni.

Si, perché, grazie ad un isolamento in casa con tutti i crismi, dopo il secondo tampone negativo mio e della bambina di 4anni, nonostante il tampone positivo del mio compagno, cambiando repentinamente domicilio il nostro isolamento avrebbe potuto cessare.

Peccato che la vigilanza dell’ASL ha deciso di non comunicarmi questo piccolo dettaglio. Contattandomi solo due giorni dopo il secondo tampone e ritenendo che la modalità di isolamento tra positivo e negativo non potesse essere ritenuta efficace, prolungando quindi anche la nostra quarantena.

Poteva essere evitato? Sì.

Per una intera settimana, ho tentato disperatamente di mettermi in contatto con loro. L’unica modalità chiamare il numero verde, dove promettono di passare i tuoi contatti alla vigilanza che ti richiamerà. Per sette giorni ho chiesto di avere informazioni, di capire come gestire la situazione in casa. Il totale abbandono delle istituzioni. Quelle che in un momento di emergenza dovrebbero garantire la nostra tutela.

Ora mi chiedo, chi mi dovrà risarcire dei giorni lavorativi persi inutilmente? Chi mi risarcirà i danni morali di un isolamento di 4 settimane soprattutto per una bambina di 4 anni, strappata alla sua routine, alla sua socialità. Quante altre persone come me, sono state isolate senza motivi validi, abbandonati senza uno straccio di informazione, quanto tempo stanno perdendo questi signori persi nel loro caos?

Tutto questo non può e non deve continuare ad accadere. Non dobbiamo continuare a sentirci abbandonati, dimenticati, sfiduciati. Qui non può essere una questione di “fortuna” ricevere assistenza in una situazione di pandemia, è una questione di tutela e diritto alla salute.

Un diritto insindacabile.

Foto: RietiLife ©

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