Scossone nel Rieti, Franco Zavaglia non è più il direttore generale: “Non mi hanno cacciato, momento di riflessione…”

(di Christian Diociaiuti) Non lo sapeva nessuno. Lo staff, la squadra. Solo il diretto interessato e i vertici alti della società, su tutti i consiglieri – veri motori del club – Mauro Ferretti ed Enrico De Martino. Franco Zavaglia non è più il direttore generale del Rieti. Oggi, come spesso accade durante la settimana da suo arrivo in estate, ha passato la giornata allo stadio. Una giornata normale, fanno sapere dalle fila amarantocelesti. Poi Zavaglia ha affrontato un vertice con Ferretti e De Martino. E dopo quello, è trapelata la notizia che no, il romano, non è più il dg del Rieti. Cosa sia successo, lo sanno solo i tre diretti interessati.

Direttore, l’hanno cacciata? “Macché, nessuno mi caccia – dice a RietiLife – è un momento di riflessione”. Allora si è dimesso: “No… un momento di riflessione” ribatte. La voce sembra amareggiata, le risposte sono di chi difende una situazione inter nos, evidentemente una divergenza che non va portata a galla. Ma che alla fine emergerà. Zavaglia, scusi, ha discusso con Ferretti e De Martino? “Li conosco da trenta anni – ribatte a RietiLife – le ripeto è un momento di riflessione. Ma le notizia chi glie l’ha data?”.

Ok, una riflessione ma è legata ai risultati, ai soldi: “No no, assolutamente”. Non la rivedremo più allo Scopigno?: “E mica moro! Torno a Rieti, da turista, da professionista…” conclude Zavaglia.

Le risposte sono fumose, secche. La società non ha preso posizione. Va detto che Zavaglia, schivo, puntuale, attento, profondo conoscitore del territorio calcistico e della categoria, ha fatto una buona campagna acquisti, magari mancante in qualche pedina – difesa e qualche cambio, ma un mercato di chi sa il fatto suo – a cui ha provato a rimediare anche nelle ultime ore con l’arrivo di un portiere, il 27enne Davide Narduzzo (scuola Milan). Ma che le lacune di mercato siano costate l’incarico a Zavaglia, storico braccio destro di Moggi, e oggi 74enne, stona per capacità, conoscenze, competenze dello stesso dg. Cosa è successo, dunque, nella pancia dello Scopigno? Una versione del club ce la si aspetta.

A quanto risulta – ma la situazione è in evoluzione – sull’aspetto sportivo, squadra in primis, non ci saranno ripercussioni dopo l’addio di Zavaglia. Ma è difficile da credere a lungo termine: quelli dello Scopigno sono quasi tutti uomini voluti dall’ormai ex dg, collaudati in altre avventure. Tutto questo avviene a poche ore dal match con l’Arezzo e con un Rieti che effettivamente ha preso troppi gol. Arriverà qualcuno a sostituire l’insostituibile (finora) Zavaglia o si rimane così, con l’attuale assetto (c’è Giulio Halasz come diesse)? La situazione si è fatta calda. Cos’altro aspettarsi?

Foto: RietiLife ©

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