Teresa Ciabatti si racconta a Liberi sulla Carta: “Un buon libro deve turbare e scuotere il lettore”

 

Foto: Riccardo FABI © 

(di Giacomo Pasquetti) Teresa Ciabatti parla del suo libro “Sembrava bellezza“, con cui è stata candidata al Premio Strega nel 2017. Raccontando il suo romanzo al pubblico e al giornalista Massimiliano Coccia, con lei sul palco di Liberi sulla Carta, parla di temi fondanti come vecchiaia e memoria, soffermandosi sulle ispirazioni personali che l’hanno portata a scrivere e sul ruolo del libro nella vita delle persone. Declinando le relazioni tra i personaggi al femminile presenti in “Sembrava bellezza”, l’autrice non risparmia nessun veleno e comprende ogni debolezza umana.

Si è soffermata poi sul ruolo del narratore nei suoi libri. Un narratore non positivo, rende la lettura disturbante e ha l’effetto di mostrare la realtà in modo più verosimile. Questo ha spesso avuto effetti negativi sulla vita privata della scrittrice: tante le persone che l’hanno etichettata, confondendo la sua identità con quella tratteggiata da lei nei suoi  stessi romanzi. “Mi ero ripromessa di non usare più questa voce narrante così cinica e scomoda – afferma – Eppure, dopo anni, ho capito che in quel modo si può turbare e scuotere il lettore e che quello è,  per me, lo scopo della lettura. Far riflettere e far uscire chi legge dalla sua zona di comfort”.

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