Tutti in smartworking a Rieti: richieste anche dal Sud America

(di Federico Ducco da RietiLife Free Press) Rieti smart village prende quota. È bastato un articolo della corrispondente italiana della Cnn per la rubrica Cnn Travel, Silvia Marchetti, a ridare fiato all’avviso attraverso il quale il Comune mette a disposizione “voucher locazioni” ai cittadini, italiani o stranieri, che decidano di trasferirsi in città per lavorare da remoto. Un contributo legato al pagamento della metà della spesa dell’affitto, fino a un massimo di 200 euro al mese (considerando un costo medio di 400 euro per locazione) e per un periodo di massimo 6 mesi. E così le richieste per lo Smart working sono passate da una decina, quelle iniziali, a 150. A presentare domanda sono soprattutto cittadini canadesi, nordamericani ma anche del Sud America: Brasile, Venezuela, Argentina, Colombia e anche Panama, aree in cui, evidentemente, quel canale informativo è particolarmente seguito; richieste pure da Ungheria e Turchia.

Il Comune sta valutando ogni istanza, per verificare chi abbia i requisiti richiesti come l’autorizzazione, da parte del datore di lavoro, a svolgerlo in smart working a Rieti per almeno 3 mesi. A inoltrare la domanda, nella maggior parte dei casi, sono lavoratori digitali, professionisti nel campo dell’informatica, della comunicazione, dell’hi-tech; molti di loro italiani che vivono in Sud America. L’iniziativa, punta ad attrarre presenze sul territorio attraverso il pagamento del voucher locazioni, ed è stata ripresa anche da altre realtà italiane facendo leva sul nomadismo digitale figlio dello smart working, tendenza massicciamente sdoganata a seguito dello scoppio della pandemia.

Foto: Gianluca VANNICELLI ©

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