Ascensore di piazza Cesare Battisti, il Comune accelera. Integrazione di documenti per metterlo in funzione dopo continui slittamenti

(di Federico Ducco – da RietiLife Free Press) Si riprova ad accelerare per dare finalmente un avvio all’ascensore di piazza Cesare Battisti (nella foto). Infatti, a poco più di un anno dal collaudo dell’opera, alla messa in funzione dell’elevatore che collegherà via San Pietro Martire con piazza Cesare Battisti, il Comune ha inoltrato all’Ustif (Ufficio speciale trasporti e impianti fissi facente capo al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – ndr) il documento con la quale l’azienda fornitrice dell’impianto, (la Kone) ne ha attestato nuovamente la conformità alla normativa vigente all’epoca a cui risale l’installazione dell’ascensore.

La speranza è che questo basti a soddisfare le richieste del ministero e di conseguenza a snellire tutto il processo burocratico che ne consegue, in modo da poter ottenere il nulla osta per la messa in funzione di un ascensore terminato e collaudato tra il dicembre del 2019 e il gennaio del 2020, la cui conformità alla norma è stata certificata dal fornitore. Da aprile del 2020 ha avuto inizio una fitta corrispondenza tra l’Ustif e Palazzo di Città per cercare di superare lo stallo che ha allungato i tempi di questa vicenda datata settembre 2013. La realizzazione dell’ascensore pubblico, che collegherà piazza Cesare Battisti con via San Pietro Martire, è stato finanziato dalla Regione Lazio per 1.3 milioni di euro circa, attraverso i fondi Por Fesr e il Piano locale e urbano di sviluppo (Plus). Ma, tra lentezza dell’impresa e varianti subite dal progetto, i tempi si sono allungati a dismisura fino ad arrivare al collaudo e agli interventi di completamento dell’opera, tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020.

Il resto della storia, poi, l’ha scritta tutta la burocrazia con continue richieste di vecchia e nuova documentazione da parte dell’Ustif che hanno allungato l’istruttoria all’infinito. Ora però, assicurano dal Comune, la fine della storia è davvero vicina. O almeno questo è quello che speriamo tutti.

Foto: Riccardo FABI ©

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