Amatrice, burocrazia e crisi di governo frenano la ricostruzione Pirozzi: “Spopolamento al 15%. Servono misure drastiche”

(da RietiLife Free Press) “Qui c’è rassegnazione: sono cambiati 4 commissari. Sono incazzato, sempre”. Era il 2 aprile quando Sergio Pirozzi, ex sindaco di Amatrice e oggi consigliere regionale di FdI, davanti alle telecamere delle Iene e al microfono di Gaetano Pecoraro, aveva rilanciato il grido di Amatrice che da quasi 5 anni attende la ricostruzione. Un concetto ribadito in una recente intervista al Corriere di Rieti: “Amatrice e le sue frazioni, che contano 1.300 abitanti, hanno perso in questi anni il 15% della popolazione. Se la ricostruzione procederà con questi ritmi esiste il rischio concreto che verranno realizzate ‘cattedrali’ che nessuno userà mai”. Uno spopolamento vittima dei ritardi: “La vera partita è la ricostruzione pubblica, la garanzia dei servizi essenziali, ma servono lavoro e salute e serve anche il recupero del patrimonio edilizio che ad Amatrice è costituito quasi per intero da seconde case, che garantirebbero il ritorno di un circuito economico importante – dice Pirozzi al Corriere – al momento l’unica ricostruzione ad Amatrice è stata quella realizzata con l’aiuto dei soldi dei privati. Laddove invece, vedi l’ospedale, l’interlocutore è stata la Regione, i tempi si sono allungati a dismisura, mentre per quel che riguarda le opere finanziate dallo Stato siamo ancora davvero troppo indietro. Errani, De Micheli, Farabollini, Legnini: dopo le crisi di governo ogni volta si ricominciava da capo. Le cose sono chiare, vanno fatte, non serve altra concertazione”.

Foto: RietiLife ©

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