“Ciao Muraglia”, in centinaia hanno dato l’ultimo commosso addio ad Eugenio Labonia / Sulla bara la maglia numero 1

Lacrime, commozione, incredulità. Così, nella gremita chiesa di Campoloniano, si sono svolti i funerali di Eugenio Labonia, spentosi ieri, 30 dicembre, a soli 48 anni dopo quindici lunghi di mesi nei quali ha lottato come un leone per resistere. Tanta, tantissima gente si è radunata dentro e fuori la chiesa per porgere l’ultimo saluto ad un amico, ad uno sportivo, a colui che in tutto questo tempo si era ritagliato una spazio importante in città. Nonostante il Capodanno, moltissimi ex-compagni delle varie squadre in cui ha giocato e allenato non hanno voluto far mancare alla sua grande famiglia tutto il cordoglio possibile. Sulla bara c’era ovviamente la “sua” maglia, la numero 1 e i tifosi del Rieti Calcio hanno esposto uno striscione con su scritto “Ciao Muraglia” all’arrivo del feretro. Molti anche i rappresentanti di altre discipline sportive con diverse società presenti. Semplici ma efficaci le parole di Don Fabrizio Borrello, che durante l’omelia ha ricordato la figura di Eugenio, di uomo, di padre e di grande sportivo.

Alla famiglia, alla moglie Elena ed ai figli Andrea e Simone, giungano di nuovo le condoglianze della redazione di Rietilife.

 

 

Il ricordo del direttore di RietiLife.it,  Emiliano Grillotti

 

Foto: Gianluca VANNICELLI/Agenzia PRIMO PIANO ©

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1 Commento

  1. Sono affranto per non averti potuto salutare per l’ultima volta Eugenio.Mi mancheranno le nostre rievocazioni del passato,i nostri ricordi calcistici nell’Alba.Mi mancherai amico mio,eccome.

    il tuo stopper Agostino