Niente più pazienti per il Covid 2M del De Lellis, il reparto chiude: “Abbiamo vinto”

(r.l.) Il reparto Covid 2M del De Lellis chiude. L’emergenza allenta la sua morsa e di quello che è stato uno dei cuori pulsanti del trattamento dei malati Covid, oggi non è più necessario. Nessun malato da ricoverare e graduale ritorno alla normalità anche al De Lellis.

“È #andatotuttobene questo è il nostro hashtag di questa terribile, ma allo stesso tempo unica esperienza della nostra vita – scrive sul suo profilo Instagram la dottoressa Maria Cristina Mustazza, che nel reparto ha lavorato per tutta l’emergenza – ovviamente tutto bene non è andato… Abbiamo visto cose che non dimenticheremo facilmente. Abbiamo lasciato famiglie e amori per la loro sicurezza. Abbiamo condiviso paure e preoccupazioni, ma nonostante tutto abbiamo vinto. Abbiamo vinto ogni qual volta un paziente usciva senza ventilatore. Abbiamo vinto perché nessuno di noi è risultato positivo al tampone. Abbiamo vinto perché abbiamo dimostrato che la nostra professione è indispensabile per la sanità reatina come in generale per la sanità italiana. Abbiamo vinto per aver dimostrato che la categoria medico-infermieristica ha voglia e pretende di crescere e di essere affermata”. 

“Abbiamo vinto – dice ancora Mustazza – perché abbiamo dimostrato che la collaborazione medico-infermiere è l’unica arma per combattere qualsiasi guerra, uno è parte integrante dell’altra e ne approfitto per ringraziare tutti i ragazzi della ‘mia squadra’ che con onore hanno tenuto alta la qualità delle cure erogate (Andrea, Alberto, David, Sara, Camilla, Tania, Martina, Diego, Marco, Marta, Giada, Stefano, Luca, Alessandra, Roberta, Elio, Arianna, Claudio). Nessuno dimenticherà la prima volta che siamo entrati in quelle stanze totalmente bardati, senza vedere e sentire nulla. Nessuno di noi dimenticherà la prima svestizione. Nessuno di noi dimenticherà i segni degli occhiali e mascherine. Nessuno di noi dimenticherà ogni singolo paziente che abbiamo curato. Ognuno di noi ha dato il suo piccolo contributo professionale, psicologico e morale. È stata un’ esperienza che difficilmente dimenticheremo, un’ esperienza che rimarrà indelebile nella nostra mente. Noi chiudiamo, ma voi fate i bravi… E vi chiediamo due cose: non dimenticate chi è stato in prima linea e chi non c’è più…” conclude la dottoressa.

Foto: Mustazza ©

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