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ULTIMO APPUNTAMENTO PER IL REATE FESTIVAL: ARRIVA VERDI E IL SUO “GIORNO DI REGNO”

Domenica alle 18 ultimo appuntamento del Reate Festival 2013 al Teatro Flavio Vespasiano di Rieti che, dopo il tutto esaurito per l’Anna Bolena di Gaetano Donizetti andata in scena lo scorso 28 settembre davanti a un pubblico (anche) di giovanissimi, sceglie ancora una volta un titolo poco frequentato. Nell’ambito delle celebrazioni per il secondo centenario della nascita di Giuseppe Verdi, nasce il progetto “Un Verdi giovane per i giovani d’oggi” che riporta in scena il melodramma giocoso scritto dal maestro di Busseto in un momento particolare della sua vita e mai più allestito in tempi moderni nell’Italia centro-meridionale, risalendo le ultime recite a Roma e a Napoli agli anni Quaranta dell’Ottocento. UN’OPERA SFORTUNATA: UN GIORNO DI REGNO Nell’ambito della produzione giovanile di Verdi si trova un’opera che ha avuto un destino particolarmente sfortunato. Dopo il successo del suo primo lavoro, Oberto, conte di San Bonifacio, Verdi fu incaricato dall’impresario Bartolomeo Merelli di scrivere un’opera buffa per il Teatro alla Scala la cui composizione coincise con la morte della moglie, lutto che seguiva quello dei due figli scomparsi poco prima. La disperazione di Verdi non si conciliava certo con un argomento leggero e la sua partitura venne accolta alla prima milanese il 5 settembre 1840 con un fiasco totale, tanto da essere ritirata la sera stessa del debutto; anche i giornali dell’epoca si mostrarono particolarmente crudeli con il compositore tanto che Verdi, in una lettera al suo editore Tito Ricordi di quasi vent’anni dopo, ricorda che si era maltrattata “l’opera di un povero giovane ammalato, stretto dal tempo e col cuore straziato da un’orribile sventura”. Nella stessa lettera Verdi sottolinea che Un giorno di regno poteva anche essere stata un’opera cattiva, ma che tante altre “non migliori sono state tollerate e forse anche applaudite”. Una considerazione che trovava peraltro riscontro nel fatto che cinque anni dopo Un giorno di regno ottenne un clamoroso successo a Venezia al Teatro San Benedetto. «E’ sembrato che questa sfortunata opera meritasse di essere riproposta per una sua rivalutazione che contribuisse a reinserirla definitivamente nel novero delle sue “sorelle maggiori”. La scelta è stata anche dettata dal fatto che di questa partitura si è di recente approntata l’edizione critica, edita da Chicago University Press e da Casa Ricordi a cura di Francesco Izzo, che ristabilisce in più punti l’autentica scrittura verdiana. La proposta si presenta dunque come la prima rappresentazione europea nella nuova edizione critica. Ma c’è un motivo ancor più significativo: si tratta dell’opera di un giovane compositore da destinare per la sua intrinseca tipologia vocale a giovani interpreti, secondo quella tradizione che da tempo caratterizza l’attività della Fondazione Flavio Vespasiano», spiega Cesare Scarton, direttore artistico della kermesse reatina dedicata al belcanto. Oggi quest’opera non si rivela affatto quella disastrosa composizione che per tanti anni è stata considerata. Senza dubbio il libretto di Felice Romani, tratto dalla farsa francese Le faux Stanislas di Alexandre Vincent Pineu-Duval e redatto nel lontano 1818 per il compositore ceco Adalbert Gyrowetz (1763-1850), ma in parte riscritto per Verdi da Temistocle Solera, si rifaceva a un genere teatrale, quello della commedia rossiniana, che nel 1840 appariva ormai del tutto superato. E senza dubbio la compagnia di canto, assai poco adatta al genere buffo, ha avuto la sua parte di responsabilità nel naufragio della serata. Tuttavia, quel che emerge dalla partitura è, nonostante tutto, una notevole vitalità e, al di là della tinta genericamente brillante, la grinta di un compositore che, pur ancora all’inizio del suo percorso compositivo, rivela già tutta la sua forte personalità. GLI STUDENTI REATINI APPROFONDISCONO L’OPERA In occasione dell’attivazione del Liceo musicale a Rieti, fortemente voluto dalla Fondazione Flavio Vespasiano, gli studenti reatini sono stati coinvolti in un progetto elaborato con i propri docenti in merito alla drammaturgia verdiana. L’opera Un giorno di regno è stata oggetto di un approfondimento da parte degli studenti del nuovo Liceo musicale, permettendo loro di raggiungere un’adeguata preparazione all’ascolto. In sintonia con il progetto, nato per avvicinare i giovani a Giuseppe Verdi, il costo dei biglietti verrà mantenuto a livelli davvero promozionali in modo da consentire a tutti, e soprattutto a coloro che si avvicinano per la prima volta allo spettacolo operistico, di entrare in un teatro d’opera. PERSONAGGI E INTERPRETI Un giorno di regno è una delle poche partiture verdiane caratterizzata da una scrittura vocale adatta alle possibilità di giovani cantanti: è quindi possibile affidare i vari ruoli a giovani e validi professionisti, alcuni dei quali hanno compiuto la propria formazione presso l’Opera Studio dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e l’Accademia del Teatro alla Scala. Gli interpreti: Mikheil Kiria, baritono (Il Cavaliere di Belfiore, sotto il nome di Stanislao re di Polonia), Simone Alberti, baritono (Il Barone di Kelbar), Marialucia Caruso, soprano (La marchesa del Poggio, giovane vedova, nipote del Barone e amante del Cavaliere), Angela Nisi, soprano (Giulietta di Kelbar, figlia del Barone, ed amante di Edoardo), Marco Frusoni, tenore (Edoardo di Sanval, giovane ufficiale), Dario Ciotoli, baritono (Il Signor La Rocca, Tesoriere degli Stati di Bretagna, zio di Edoardo), Roberto Jachini Virgili, tenore (Il Conte di Ivrea, Comandante di Brest), Marco Miglietta, tenore (Delmonte, Scudiere del finto Stanislao), Riccardo Certi, baritono (Un servo). Belcanto Chorus – Maestro del Coro, Martino Faggiani; Roma Sinfonietta – Direttore, Gabriele Bonolis. I PREZZI Prenotazioni: telefono 0746 271335/fax 0746200080. Prezzi: Platea euro 15, Palchi euro 10; Studenti euro 1. (da comunicato Reate Festival) Foto: REATE FESTIVAL ©

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