Quando nascono i fenomeni, si riconoscono già da piccoli. In tutti gli sport e soprattutto nell’atletica. Eccellenze in una disciplina, sul velluto in altre. E nell’atletica il miglior esempio di tutti è stato Andrew Howe: l’aviere che ha battezzato il 2022 come suo ultimo anno, a livello giovanile e assoluto detiene una marea di record. Il suo nome appare 15 volte nei primati italiani outdoor insieme all’inossidabile 8,47 nel lungo (e cinque volte in quelli indoor). Praticamente tutti in maglia Studentesca Cariri. Ma c’è chi raccoglie questo testimone e a 17 anni da compiere il 7 febbraio è sull’ottima strada. Parliamo di Mattia Furlani che domenica è balzato agli onori delle cronache, un’altra volta. Lo ha fatto non nella sua specialità, l’alto (il personale è 2,17, a soli 5 centimetri dal record italiano U18), ma nel lungo tanto caro a Howe. Peraltro lo ha fatto nella prima gara dell’anno, ad Ancona, nella primissima uscita indoor dopo la preparazione al caldo fatta con i genitori-allenatori e la sorella Erika (Fiamme Oro). Al terzo salto ecco un 7,47: solo 5 centimetri dalla miglior prestazione indoor allievi che appartiene proprio a Andrew Howe dal 2001. Un record che sembra invalicabile e che ora viene attaccato da Mattia, già primatista italiano Cadetti nell’alto e nei 150. Un altro record è vicino. E un’altra possibilità nel ventaglio del talento è stata estratta da questo giovane atleta reatino. Il successore di Andrew è già qui.

 

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