CICCHETTI CHIEDE LE DIMISSIONI DI PETRANGELI

Infiamma la polemica politica intorno al sindaco Simone Petrangeli. Il coordinatore provinciale del Pdl, Antonio Cicchetti, chiede le sue dimissioni, all’indomani dell’articolo comparso sul Corriere di Rieti secondo cui il sindaco non avrebbe pagato la Tarsu per un immobile di sua proprietà nel triennio 2009-2011 e non avrebbe dichiarato all’anagrafe degli eletti tutte le sue proprietà. Petrangeli, ieri, ha parlato di macchina del fango nei suoi confronti e ha rivendicato la sua trasparenza.

LA DIFESA DI PETRANGELI
“Non è stato mai effettuato alcun avviso o accertamento da parte dell’Amministrazione comunale a carico di Simone Petrangeli per mancato pagamento di tributi – ha affermato ieri il Comune in una nota – il sindaco è in regola con il pagamento di tutte le imposte locali. Per quanto riguarda, invece, i beni dichiarati nell’Anagrafe degli eletti sono state denunciate tutte le proprietà mobiliari e immobiliari riconducibili al sindaco come facilmente verificabile da qualsiasi cittadino. Si tratta di un’autovettura e tre immobili, e non sei come l’articolo lascia intendere, e anche questa circostanza è riscontrabile da un’esatta lettura della visura catastale. Nello specifico: il sindaco possiede un’abitazione di cui è proprietario, la nuda proprietà di uno studio professionale e di un locale commerciale. Nella visura dell’Agenzia del Territorio sono chiaramente elencate le stesse proprietà con le relative pertinenze. E’ evidente che quanto riferito nell’articolo è dettato solo dalla malafede essendo i contenuti della visura in questione chiari (3 immobili e non 6) e di semplice lettura (le pertinenze sono segnalate con le corrispondenti categorie)”. “La macchina del fango azionata nei miei confronti – ha dichiarato in merito Petrangeli – è la dimostrazione evidente che si vuole fermare il processo di rinnovamento e cambiamento basato su legalità e trasparenza che abbiamo avviato dal giorno del nostro insediamento. Al netto delle azioni giudiziarie che mi vedo costretto ad intraprendere nei confronti dei responsabili di questa maldestra opera di diffamazione, mi sento di affermare con convinzione che quella di oggi, che fa il paio con quella di qualche tempo fa che ipotizzava a mio carico un’iscrizione nel registro degli indagati, è la dimostrazione palese che in Città e purtroppo anche all’interno dell’Ente c’è ancora chi cerca di ostacolare il ripristino della legalità. La mia storia personale e politica è nota a tutti e sono sicuro che la Città saprà rispondere a questo miserabile e deprimente tentativo di infangare chi sta tentando di restituire dignità a un’istituzione pubblica violentata da anni di malgoverno e depredata senza ritegno”.

L’ATTACCO DI CICCHETTI
Oggi, Antonio Cicchetti, a nome della segreteria provinciale del Pdl chiede le dimissioni del sindaco per un comportamento che Cicchetti ha bollato come poco trasparente e incoerente rispetto a quanto proclamato in campagna elettorale. “L’etica della politica non può avere doppi binari ed il principio della trasparenza non può essere piegato, quando proclamato quale valore di riferimento, a seconda degli interessi personali – ha tuonato Cicchetti. – Restiamo allibiti di fronte a quanto riportato dalla stampa per la quale il Sindaco della nostra città, illustre assertore del principio morale della cristallina limpidezza dell’azione amministrativa, quando già consigliere di minoranza ha reiteratamente nel corso degli anni, dal 2009 al 2012, omesso di adempiere ai propri doveri di contribuente, non ottemperando all’obbligatoria autodenuncia all’ufficio tributi del Comune. Se è vero che nessuno è profeta in Patria, assumiamo legittimo dubbio se il sindaco Petrangeli abbia ben predicato, affermando nella fausta campagna elettorale di voler “metterci del Suo” per poi aver invece privato le scarne casse comunali del proprio dovuto pagamento. Grottesca poi la trama, degna della miglior tradizione umoristica pirandelliana, dove l’attore, sindaco Petrangeli, lamenta l’estrema difficoltà a provvedere al corretto risanamento dei debiti con la Asm per la gestione dei rifiuti dopo aver dimenticato candidamente per molto tempo di ottemperare a quanto da Egli dovuto. Eppure, ci chiediamo ancor più perplessi, ma non era il consigliere Petrangeli, alzandosi dai banchi dell’opposizione ad attaccare la Giunta Emili per l’azione, a Suo dire, poco efficace nella lotta alla piaga dell’evasione tributaria sollecitando la costituzione di una apposita task force? Non era poi sempre il consigliere Petrangeli a manifestare stupore per l’accumularsi di un crescente debito del Comune nei confronti dell’Asm proprio a ragione del mancato pagamento Tarsu da parte dei contribuenti? Prendiamo atto del tardivo ravvedimento che il primo cittadino ha avuto una volta eletto, ma riteniamo che questa condotta non sia adeguata ai doveri di chi è chiamato a rappresentare oggi un’intera città e negli anni ha affermato la necessità di un cambiamento nella correttezza politica ed amministrativa. D’altronde l’esempio reso pochi giorni or sono a livello di Governo, con le dimissioni di un Ministro della Repubblica per vicende di natura analoga a quella oggi in discussione, conduce ad auspicare che la dignità della persona e la visione della politica intesa come servizio a favore degli altri spinga anche il Sindaco ad uno scatto di orgoglio e di tutela dell’onorabilità del ruolo ricoperto. Sono, pertanto, auspicabili immediate dimissioni!!!! I cittadini non meritano di essere presi in giro”.
(Ore 14) Foto (archivio): RietiLife © 6 Luglio 2013

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