Antrodoco: hashish nascosto in un bar, due misure cautelari dei Carabinieri

Hashish nascosto nei servizi igienici di un bar del centro e un’indagine articolata durata mesi. È questo il cuore dell’operazione che ha portato i Carabinieri della Compagnia di Cittaducale a dare esecuzione a due misure cautelari nei confronti di altrettanti indagati per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti in concorso.

 

L’attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Rieti Procura della Repubblica di Rieti e disposta dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Rieti Tribunale di Rieti, nasce da un controllo del territorio effettuato nei primi giorni di gennaio dai militari della Stazione Carabinieri di Antrodoco Stazione Carabinieri di Antrodoco insieme all’Aliquota Operativa della Compagnia di Cittaducale Compagnia Carabinieri di Cittaducale.

 

Proprio all’interno di un esercizio pubblico del centro antrodocano, i militari avevano rinvenuto circa 550 grammi di hashish occultati nei bagni. La sostanza, sequestrata e successivamente analizzata, avrebbe potuto essere suddivisa in numerose dosi destinate allo spaccio sul mercato locale.

 

Gli accertamenti successivi, sviluppati nel corso dei mesi e supportati da attività tecniche e riscontri sul campo, hanno consentito di consolidare un quadro indiziario ritenuto grave dagli inquirenti. Da qui la richiesta e l’emissione delle misure cautelari.

 

Il blitz è scattato nei giorni scorsi. Il principale indagato è stato rintracciato a Barisciano Barisciano, in provincia dell’Aquila, dove si trovava già agli arresti domiciliari per altra causa. Per lui è stata confermata la misura restrittiva. Nei confronti della seconda indagata è invece scattato l’obbligo di dimora nel territorio de L’Aquila L’Aquila, oltre all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

 

L’operazione rientra nel più ampio dispositivo di controllo e prevenzione portato avanti dall’Arma dei Carabinieri Arma dei Carabinieri sul territorio, con particolare attenzione ai fenomeni di spaccio anche nei centri minori e nelle aree interne.

 

Come sempre in questi casi, resta fermo il principio di presunzione di innocenza: i provvedimenti sono stati adottati nella fase delle indagini preliminari e gli indagati devono considerarsi non colpevoli fino a sentenza definitiva.

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