(di Cristian Cocuccioni) “Dove sono finiti i 5 milioni di euro della vendita delle farmacie Asm?”. È la domanda che da due giorni anima il dibattito politico a Rieti e che è stata al centro di una conferenza stampa di questa mattina convocata dai consiglieri comunali, definita non “dell’opposizione”, ma di un gruppo di amministratori “che vogliono risposte”. Al tavolo sedevano Carlo Ubertini, Paolo Bigliocchi, Arianna Grillo, Antonio Emili ed Emanuele Fagiani, mentre nel corso dell’incontro è intervenuto anche il presidente del Consiglio comunale Claudio Valentini, oggi candidato sindaco per il 2027.
Il confronto è partito dalla ripubblicizzazione di Asm, passando per la vendita delle farmacie comunali, operazione che, secondo quanto ricordato dai consiglieri, avrebbe dovuto garantire le risorse necessarie per liquidare il socio privato, il gruppo Azimut di Otello Rinaldi. Proprio su questo punto si concentra l’accusa: “I soldi incassati da quel sacrificio non ci sono più, evidentemente sperperati durante la recente gestione”.
Carlo Ubertini ha ricordato come il suo gruppo si fosse astenuto sulla delibera di ripubblicizzazione: “Eravamo favorevoli all’obiettivo, ma non alle modalità. La vendita delle farmacie era stata presentata dall’allora sindaco Cicchetti come l’unico sacrificio necessario. È come vendere un rene per costruire un ospedale, invece qui è stato venduto un rene per fare un campo di bocce”. Per il consigliere si sarebbe consumato un “tradimento” dell’impegno assunto con la precedente amministrazione. Ha poi richiamato l’articolo 2357 del Codice Civile, sottolineando che una società può riacquistare le proprie azioni solo nei limiti degli utili e delle riserve disponibili, sostenendo che oggi quelle risorse non ci sarebbero più. “Il Comune è in deficit strutturale per il secondo anno e non può coprire un buco da 5 milioni”, ha aggiunto.
Valentini, che da assessore al Bilancio nella giunta Cicchetti seguì il percorso della ripubblicizzazione di Asm, ha ribadito che l’obiettivo era rendere la società completamente pubblica e affidarle servizi in house, evidenziando i vantaggi economici dell’operazione. Ha inoltre sostenuto che parte delle perdite di Asm deriverebbero dalla gestione del Terminillo: “Anche nell’anno migliore ha perso 100 mila euro. Asm non può occuparsi del Terminillo”. Per Valentini si tratta di un “tradimento della linea politica, amministrativa e programmatica” dell’attuale Giunta, con quella precedente.
Bigliocchi ha poi aggiunto che l’azienda sarebbe stata già consapevole di non avere le risorse per riacquisire il socio privato. “Oggi sappiamo il perché: quei soldi non ci sono. La risposta del presidente Asm Regnini (leggi) (arrivata ieri in mattinata, ndr) non smentisce nulla di quanto abbiamo detto”.
Sulla stessa linea Antonio Emili, che ha parlato anche da ex assessore della precedente amministrazione: “Questa cattiva gestione di Asm negli ultimi quattro anni la pagheranno i cittadini, insieme alla quota da liquidare al socio privato, con una Tari al massimo e con tutte le altre tasse”.
Arianna Grillo ed Emanuele Fagiani hanno ribadito infine di cittadini “traditi”, invitando sindaco e maggioranza “a rispondere nel merito senza ricorrere agli insulti, perché non è così che si collabora”.
Foto: COCUCCIONI ©








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