ASM Rieti interviene per replicare alle accuse mosse da alcuni consiglieri comunali di minoranza sulla procedura di liquidazione del socio privato, respingendo le contestazioni e ricostruendo l’iter che, secondo l’azienda, porterà al completamento della ripubblicizzazione della società.
In una nota diffusa oggi, la partecipata del Comune chiarisce che l’operazione affonda le proprie radici nel 2021, quando i soci – il Comune di Rieti e Azimut Spa – deliberarono all’unanimità la vendita dell’asset delle farmacie per procedere alla liquidazione della quota del socio privato.
ASM ricorda che il Comune aveva già previsto la patrimonializzazione dell’azienda attraverso l’acquisto di azioni proprie, operazione che però non si concretizzò nel 2022 perché il socio privato non accettò l’offerta economica formulata sulla base della valutazione approvata dall’assemblea.
Successivamente, nell’aprile 2022, il Comune deliberò l’esclusione del socio privato dalla compagine societaria, anche in considerazione della scadenza degli affidamenti dei servizi gestiti da ASM. La decisione venne impugnata davanti al Tribunale delle Imprese di Roma, ma il contenzioso si è concluso, evidenzia l’azienda, con il passaggio in giudicato della sentenza alla fine del 2025, che ha confermato la correttezza della procedura adottata dal Comune e dalla stessa ASM.
Solo dopo quella decisione è stato possibile avviare la procedura prevista dal Codice civile per la liquidazione delle azioni detenute da Azimut Spa. La normativa impone infatti che le quote vengano offerte in prelazione all’unico socio rimasto, il Comune di Rieti, che potrà decidere se acquistarle direttamente oppure richiedere alla società di procedere all’acquisto di azioni proprie e alla successiva ricapitalizzazione.
ASM risponde anche alle critiche sull’utilizzo delle risorse derivanti dalla vendita delle farmacie. Secondo la società, una parte dei fondi è stata impiegata per finanziare investimenti destinati a migliorare e ottimizzare i servizi affidati dal Comune, consentendo di superare il ricorso sistematico agli affidamenti in proroga.
La partecipata sottolinea inoltre di aver realizzato ulteriori investimenti utilizzando esclusivamente risorse proprie, senza ricorrere a finanziamenti pubblici, e ribadisce che l’azienda mantiene una situazione economica e patrimoniale solida.
“Nessuno scandalo”, afferma ASM, definendo la procedura il naturale completamento di un percorso che restituirà alla città “un’azienda interamente a capitale pubblico, adeguatamente patrimonializzata e pienamente attrezzata per rispondere alle esigenze dei servizi rivolti ai cittadini”.
La società respinge infine le accuse di presunti “raggiri ai danni dei cittadini” e nega che le risorse incassate dalla cessione delle farmacie siano state “sperperate” durante l’attuale gestione, assicurando che gli amministratori continueranno a operare nel rispetto delle decisioni della proprietà per portare a termine il processo di ripubblicizzazione, nell’interesse della città, dei lavoratori e dei servizi pubblici.








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