L’avvocato di Pellecchia: “Kevin non ha mai confessato che la sua pietra abbia ucciso Marianella. Ipotesi da chiarire”

Sul caso legato alla morte di Raffaele Marianella, arrivano le precisazioni dell’avvocato di Kevin Pellecchia, Andrea Vella, dopo le notizie circolate nelle ultime ore sugli sviluppi dell’inchiesta e sulle misure cautelari disposte dalla Procura (leggi).

Il legale interviene per chiarire la posizione del proprio assistito in vista dell’udienza del 29 giugno, precisando innanzitutto che Pellecchia “non ha mai confessato, né direttamente né indirettamente” di aver lanciato il sasso che ha colpito il parabrezza del pullman, causando la morte dell’autista Marianella. Secondo la difesa, il giovane non avrebbe escluso la possibilità di un proprio coinvolgimento solo nell’ambito di una “azione collettiva di lancio di sassi”, avvenuta in condizioni concitate, al buio e senza una chiara visuale d’insieme.

La difesa sottolinea inoltre che si tratterebbe di una circostanza ipotetica, mai ammessa né esclusa in modo definitivo dal proprio assistito, così come per altre possibili responsabilità riconducibili anche ad altri coindagati.

Un secondo punto riguarda l’ampliamento del numero degli indagati per concorso nell’omicidio e per il tentato omicidio dell’autista del mezzo, Leone. Secondo quanto riportato dal legale, l’estensione delle contestazioni deriverebbe da un insieme di elementi indiziari raccolti nel corso delle indagini: intercettazioni ambientali, dichiarazioni di presenti, contributi dei nuovi coindagati e riscontri incrociati con le dichiarazioni già rese da Pellecchia e da Alessandro Barberini, ritenute coerenti tra loro dagli inquirenti.

La difesa evidenzia infine la necessità di attendere l’esito dell’udienza e degli ulteriori approfondimenti investigativi, ribadendo la complessità della ricostruzione dei fatti e la natura ancora in evoluzione dell’inchiesta.

Di seguito la nota integrale dell’avvocato:

“In merito alle recenti notizie apparse sulla stampa, inerenti gli sviluppi di indagine ed i conseguenti provvedimenti della Procura della Repubblica nella nota e tragica vicenda che ha condotto alla morte il povero sig. Marianella, in attesa dello svolgimento dell’udienza del 29 giugno di convalida dei fermi e delle misure cautelari e svoglomento degli eventuali interrogatori di garanzia nei confronti degli indagati, ritengo doveroso effettuare due precisazioni.
La prima, é ribadire che il mio assistito, sig. Pellecchia, non ha mai confessato, né direttamente né indirettamente di aver lanciato il sasso che ha malauguratamente sfondato il parabrezza dell’autobus e colpito il sig. Marianella, pur non avendone escluso la possibilità nell’ambito di un’azione di lancio di sassi collettiva, concitata, al buio e senza uha chiara visuale d’insieme.
Trattasi di una possibilità ipotetica, che il Pellecchia non ha ammesso né tuttavia escluso, al pari di altre che identificherebbero tale azione in capo ad altri coindagati.
La seconda, inerente l’ampliamento formale della platea degli indagati in concorso, sia per l’ipotesi di reato originaria di omicidio del Marianella, sia per la nuova ipotesi, derivante dalle medesime condotte collettive, di tentato omicidio nei confronti dell’autista dell’autobus, sig. Leone, da quanto si legge nell’ordinanza del Gip e nella richiesta della Procura, deriva da un insieme di circostanze ed elementi indiziari raccolti e confrontati, tra i quali intercettazioni ambientali, dichiarazioni di sommari informatori presenti in loco, dichiarazioni degli stessi nuovi coindagati, raffronto e conferma delle dichiarazioni sul punto, rese sia dal Pellecchia (durante interrogatorio del 7.11.25) sia dal Barberini (durante interrogatorio del 27.11.25) in quanto coerenti e coincidenti tra loro sulla ricostruzione e coinvolgimento di soggetti e da altri elementi che sono stati acquisiti dalla Procura nel corso dei mesi di indagine (altrimenti tali misure e provvedimenti verso i 5 nuovi indagati sarebbero scattati gia a novembre e non 7 mesi dopo!). Attendiamo gli esiti dell’udienza di domani e delle ulteriori attività di indagine che saranno compiute dalla Procura per tentare di ricostruire ogni dettaglio di tale drammatico evento.”

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